Ad oggi grazie al settore cannabis negli Stati Uniti sono stati creati 211mila posti di lavoro a tempo pieno, dei quali 64mila nel 2018.

Sono le statistiche pubblicate da Leafly in collaborazione con Whitney Economics, che hanno raccolto i dati stato per stato dei lavori full time direttamente connessi all’industria legale della cannabis.

“La cannabis legale è attualmente la più grande macchina per la creazione di posti di lavoro in America”, riportano nell’articolo sottolineando che: “La forza lavoro di cannabis è aumentata del 21% nel 2017. Ha guadagnato un altro 44% nel 2018. Prevediamo almeno un’altra crescita del 20% in termini di posti di lavoro nel 2019. Ciò rappresenterebbe una crescita del 110% dei lavori di cannabis in soli tre anni”.

Per fare un paragone si possono utilizzare le stime che il Bureau of Labor Statistics ha recentemente pubblicato con un elenco delle industrie e i dati sull’occupazione nei settori che stanno crescendo di più in America. Le opportunità per gli assistenti sanitari domestici dovrebbero crescere del 47%. Le assunzioni per i tecnici delle turbine eoliche sono previste in aumento del 96%. La necessità di installatori di pannelli solari fotovoltaici è prevista in crescita del 105%. Ma si prevede che tali crescite si verifichino nel corso di 10 anni.

“Ecco la cosa incredibile”, sottolineano, “la crescita del 110% dei lavori di cannabis avverrà in soli tre anni. I federali non te lo diranno. L’abbiamo appena fatto noi”.

Gli stati in cui si sta verificano un vero e proprio boom sono quelli in cui sono stati aperti nuovi mercati, come la Florida (settore medico) e il Nevada (uso ricreativo).

La Florida ha aumentato l’occupazione di cannabis del 703% nel 2018, aggiungendo oltre 9mila posti di lavoro a tempo pieno. In Nevada sono stati creati più di 7.500 posti di lavoro durante lo stesso anno. New York ha aumentato l’occupazione di cannabis del 278%, terminando il 2018 con oltre 5mila posti di lavoro.

Pensiamo a cosa potrebbe succedere in Italia, dove il lavoro viene pù volte additato dai politici come possibile strumento per far ripartire il paese, ma poi si fa finta di non vedere cosa sta accedendo nel resto del mondo.

La cannabis light e la canapa industriale più in generale, si stanno già affermando come volani di crescita di un’economia sostenibile, mentre le aperture ai privati nel settore della produzione di cannabis medica, che dovrebbero concretizzarsi in futuro, aprono anche un altro grande ambito. Se venissero stabilite delle regole anche per l’uso ricreativo della cannabis, si potrebbero aprire degli spazi enormi per nuovi lavori e investimenti.





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