La Corte Costituzionale spagnola ha bocciato la legge che aveva legalizzato i Cannabis social club nella regione della Catalogna. La decisione è stata presa all’unanimità dai giudici della massima corte del paese iberico.

I magistrati hanno ritenuto che la legge approvata dal Parlamento catalano invadesse le competenze dello Stato centrale. Era stato l’ex premier Mariano Rajoy ad impugnare la legge nello scorso ottobre, sostenendo anche che esso dava protezione legale ad attività considerate reato nel codice penale. Oggi la Corte Costituzionale gli ha dato ragione.

Il giudizio non è quindi di merito ma di metodo, e si limita a ribadire che in campi che la Costituzione riserva allo stato, le regioni – seppur con un grande grado di autonomia come nel caso della Catalogna – non possono legiferare in contrasto con le leggi di Madrid.

La sentenza specifica che: “la cannabis è classificata come stupefacente dalle leggi spagnole, il che significa che è una competenza in materia penale riservata allo Stato, in base all’articolo 149.1.6 della Costituzione“.

Una sentenza che arriva in un momento particolare, in cui la cannabis sembra sotto attacco in Spagna. Proprio nei giorni scorsi, infatti, l’Agenzia spagnola per la sicurezza alimentare ha vietato la vendita di ogni prodotto alimentare contenente CBD, ordinando il sequestro di tutti i prodotti presenti in commercio.

Tornando ai Cannabis social club, la sentenza della Corte Costituzionale non dovrebbe avere nessuna ripercussione sugli oltre 300 club della Catalogna, che continueranno ad operare come d’altra parte facevano anche prima che la legge venisse approvata.

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