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Spagna: con l’autonomia della Catalogna il governo vuole abolire anche i Cannabis Social Club

Spagna: con l'autonomia della Catalogna il governo vuole abolire anche i Cannabis Social ClubI Cannabis Social Club potrebbero diventare le vittime collaterali della sospensione dell’autonomia della Catalogna, che sta venendo messa in pratica dal governo spagnolo in risposta al referendum per l’indipendenza tenutosi nella regione. A confermarlo è il quotidiano catalano El Nacional, che ha riportato come il governo guidato da Mariano Rajoy abbia posto i club catalani dove si consuma cannabis nel proprio mirino.

PER IL GOVERNO È UNA LEGGE CHE DANNEGGIA LA SALUTE. Il 28 giugno scorso il parlamento regionale della Catalogna aveva approvato il regolamento generale per i Cannabis Social Club (CSC), legalizzando e regolarizzando di fatto una situazione sorta dal basso da diversi anni. Con centinaia di club privati che, sfruttando i punti deboli della legislazione antidroga spagnola che proibisce il consumo di cannabis nei luoghi pubblici ma non quello privato, avevano iniziato a produrre e distribuire cannabis tra i propri soci. Venerdì scorso il governo di Madrid ha impugnato la decisione della Catalogna chiedendo che la Corte Costituzionale sospenda immediatamente la legalizzazione dei CSC perché “dannosa per la salute dei cittadini”.

UN NUOVO CAPITOLO DELLA GUERRA TRA BARCELLONA E MADRID. Impossibile non inquadrare la vicenda dei club nel più complesso muro contro muro che sta contrapponendo il governo centrale ai secessionisti catalani. Nei giorni scorsi, a seguito del referendum per l’indipendenza svoltosi lo scorso 1 ottobre, il Mariano Rajoy ha annunciato l’applicazione dell’articolo 155 che prevede la sospensione dell’autonomia del governo catalano e la convocazione di nuove elezioni regionali. In questo quadro il governo di Madrid guidato dal Partito Popolare (unico gruppo politico che anche nel parlamento catalano si era opposto alla norma che legalizza i CSC, che venne approvata con 118 voti favorevoli e solo 8 contrari) ha impugnato anche alcune norme regionali, tra le quali quella sulla cannabis.

UNA VICENDA CHE INTERESSA TUTTA LA SPAGNA E NON SOLO. A fare le spese di questa guerra potrebbero essere non solo i consumatori di cannabis della Catalogna e i moltissimi turisti che hanno eletto Barcellona nella Amsterdam del nuovo millennio, ma anche quelli del resto della Spagna. I Cannabis Social Club si sono infatti diffusi non solo in Catalogna ma in ampie zone della Spagna, e anche altre regioni autonome – in primis Paesi Baschi e Navarra – avevano recentemente annunciato di voler seguire l’esempio catalano legalizzando e regolamentando i club cannabici. Ad ogni modo, è difficile dire se un’eventuale pronuncia in favore del governo spagnolo da parte della Corte Costituzionale possa realmente comportare la chiusura dei CSC, che già in passato hanno vinto diversi processi dimostrando di muoversi entro i confini della legge.

TG DV


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