PreghieraL’89 per cento della popolazione italiana si dichiara apertamente “religioso” e il 44 per cento “profondamente religioso”. Questo farebbe dell’Italia il Paese più religioso, secondo un sondaggio svolto dalla fondazione tedesca Bertelsmann-Stiftung. Altri dati sembrano confermare l’analisi: il 55% si reca a messa non meno di una volta al mese e il 47% prega almeno una volta al giorno, l’85% crede nell’esistenza di Dio e il 67% è fermamente convinto che vi sia una vita dopo la morte.

Le cose non sono però così semplici. Come fa infatti notare acutamente Marco Tosatti, che allo studio ha dedicato un ampio servizio su La Stampa, “soltanto un soggetto su due dichiara che la fede incide sull’educazione dei figli o sul rapporto con il partner e solo una minoranza del 42% ammette che essa influisce sull’atteggiamento personale nei confronti della sessualità. L’aspetto della vita degli italiani in assoluto meno soggetto all’influenza della fede è l’opinione politica.

A tal proposito soltanto il 26% degli interpellati dichiara che la personale visione di Dio e della religione si ripercuote sulle posizioni assunte rispetto alle questioni politiche”. Insomma, credenti sì, ma soprattutto nel privato, con la conseguenza che la tentazione del “fai-da-te” è sempre dietro l’angolo.

 





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