2015-07-08 04.52.58 pmE’ stato oggetto di una massiccia campagna pubblicitaria internazionale, ma anche di forti critiche, mosse fin da quando era in fase di progettazione e realizzazione. Stiamo parlando di Windows Vista, il nuovo sistema operativo di casa Microsoft.

Gli appassionati delle novità, e ovviamente anche di Windows, saranno incuriositi da questo nuovo prodotto della casa di Redmond, che sembra promettere faville. In realtà, a detta degli addetti ai lavori, il nuovo sistema arriva in ritardo rispetto alla concorrenza: per un prezzo molto elevato (si parte da 99€ fino a oltre 500, praticamente la versione più cara di sempre), si ottiene un sistema operativo che non offre novità sostanziali rispetto a quanto offerto dalla concorrenza del mondo Linux, e soprattutto del mondo Mac. OSX (questo il nome del sistema operativo Mac) offre infatti da moltissimo tempo, le stesse prestazioni di Vista, ad un prezzo inferiore e soprattutto con la garanzia che funziona, è stabile e affidabile. Parlando ancora di Vista, quindi, sembra un sistema operativo che arriva tardi, e soprattutto impone un completo rinnovamento di Hardware (potente, ma soprattutto compatibile con lo standard di Vista). Sono stati segnalati anche diversi problemi di funzionamento, con periferiche anche di recente produzione; problemi questi, causati dall’abbondanza di lucchetti digitali (i tanto annunciati “sistemi anticopia”) e di restrizioni di sicurezza (che bombardano di continuo l’utente con noiosi messaggi). E sono proprio i lucchetti digitali, ad essere stati tanto discussi: essi infatti rendono sostanzialmente difficile ai produttori di hardware e software, la realizzazione di prodotti che rispettino lo standard di Vista (casa Microsoft è famosa per il suo custodire gelosamente codici sorgenti e struttura dei propri programmi). In questo contesto possiamo affermare che, nonostante la pesantezza e la lentezza in alcuni casi incredibile, il vecchio WindowsXP, se provvisto di tutti gli aggiornamenti, tutto sommato è un buon sistema operativo. Molti addetti ai lavori infatti consigliano di mantenerlo e non effettuare l’aggiornamento, se si è soddisfatti del funzionamento del proprio pc.

Dando uno sguardo alle alternative del mercato, occorre dire che prima di scegliere un sistema operativo, è necessario valutare le proprie esigenze. Se l’uso che facciamo del nostro pc è di semplice navigazione e redazione documenti, qualsiasi sistema operativo andrà bene, dato che queste sono operazioni standard per tutti i sistemi. Se invece abbiamo bisogno di lavorare con grafica vettoriale o con il cad o dobbiamo fare musica, la scelta dovrebbe cadere su un Mac, da sempre all’avanguardia per applicazioni di grafica, così come per la musica elettronica. Ovviamente, la scelta di quest’ultima architettura di computer comporta un budget di spesa medio alto, anche se negli ultimi tempi, grazie alle innovazioni di Apple Mac, questi prodotti hanno prezzi più abbordabili.

Chi invece è appassionato di informatica, non vuole avere i costanti problemi di licenze, ha un budget più ristretto, e magari ha anche una vena ecologica e vuole continuare a utilizzare hardware che per un altro sistema sarebbe troppo lento, può scegliere Linux (non potete immaginare quanto hardware ancora funzionante e riutilizzabile viene buttato in discarica!!!). Di questo sistema prevalentemente gratuito, oltre che Open Source (ovvero codice aperto) ne esistono mille diverse versioni, e in uno scorso numero di Dolce Vita vi abbiamo descritto Ubuntu Linux: una distribuzione che è tra le più simili a Windows, facile da utilizzare, con una grafica invitante, anche se non è esente da qualche intervento manuale, comunque non troppo complesso, da parte dell’utente. Questa sorta di difficoltà di base è anche uno degli ostacoli che bloccano coloro che vorrebbero provare a installarlo, ma non si fidano completamente. Un notevole vantaggio è dato dal fatto che moltissimo software per Linux, oltre ad essere Open Source, è il più delle volte gratis. Una sostanziale differenza: ad esempio per una Suite tipo Open Office, con la quale scrivo e lavoro agli articoli di questa rivista, se il software soddisfa le esigenze dell’utente e ha un costo pari a zero, perché spendere molti soldi per una licenza di MS Office? Inoltre, negli ultimi anni, è notevolmente aumentata anche l’offerta e la qualità del software per questo sistema.

In ambienti lavorativi e professionali, un segnale positivo si nota: in Europa, in qualche grossa Pubblica Amministrazione e in qualche grossa Corporation, hanno deciso di investire su una piattaforma professionale Linux, giudicata più economica per le proprie esigenze e più adatta alla propria infrastruttura, supportata da una solida azienda informatica.

E’ comunque una situazione difficile; nonostante le difficoltà, e la posizione pressoché di assoluto monopolio da parte di Microsoft, qualche alternativa si sta facendo avanti. Windows detiene il 90% del mercato mondiale:
grazie alla sua strategia di mercato: abbinare ad un computer il proprio sistema operativo, in modo da fornire un pacchetto completo e scoraggiare un’installazione diversa; addirittura se si apportano modifiche o si installa un altro sistema, non viene garantita l’assistenza in garanzia.
grazie alla prevalenza di produzione di software per questo sistema: chi ha bisogno di un certo programma che c’è solo per un sistema, sarà obbligato a farvi ricorso.

Una situazione che si regge in piedi da sé, per non parlare del fatto che ogni cinque anni circa, si è praticamente obbligati a cambiare (e a pagare) per nuovo sistema e nuova licenza. Qualcuno definisce tutto questo una sorta di tassa sulla conoscenza e sull’informatica, che sorregge un sistema da milioni di dollari. In un certo senso si tratta di un rallentamento dello sviluppo informatico, della sua libertà, e un’imposizione costante del proprio monopolio.

Per concludere, vi vorremmo invitare a riflettere e soprattutto a scegliere il sistema operativo che più fa al caso vostro, mettendo da parte timori e insicurezze: con un po’ di informazione, di buona volontà e di pratica, ci si può avvicinare ad altri sistemi, per scoprire che è molto più facile di quanto si pensi, e trovarsi un giorno a pronunciare la frase: “dove sei stato in tutto questo tempo?
A voi la scelta…

Maurizio Birocchi





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