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Sindacati USA contro i cannabis test per dipendenti

Il più grande sindacato federale dei lavoratori chiede di porre fine ai cannabis test per i dipendenti governativi

Mano con guanto blu che regge provetta di un esame tossicologico del sangue

L’AFGE, ovvero il più grande sindacato USA dei dipendenti governativi, chiede la fine delle politiche che penalizzano i lavoratori federali facenti uso di cannabis (leggi cannabis test) fuori dall’orario di lavoro, negli Stati in cui l’uso della stessa è legale.

Il sindacato, che rappresenta più di 700mila lavoratori in tutto il Paese, ha inoltre espresso recentemente il suo sostegno per la proposta di legge federale sulla legalizzazione della cannabis, denominata Marijuana Opportunity, Reinvestment and Expungement Act (MORE), che è già stata approvata due volte dalla Camera.

ELIMINAZIONE DEI CANNABIS TEST AI FINI DELL’IDONEITÀ LAVORATIVA

La bozza preliminare del documento, che non è ancora stata rilasciata pubblicamente, prende il nome di: “Risoluzione per sostenere l’eliminazione dei criteri di idoneità per l’uso responsabile di marijuana al di fuori dall’orario di servizio” e afferma che “le normative federali considerano in modo del tutto irragionevole l’uso della marijuana come motivo di preoccupazione per la sicurezza sul posto di lavoro“.

Tutto questo, nonostante “una crescente accettazione dell’uso della marijuana nella società americana e la legalizzazione delle cure mediche per i veterani delle forze armate e altri soggetti”, che si riflette nel numero crescente di Stati che hanno optato per legalizzare la cannabis in qualche forma.

LE RICHIESTE DEL SINDACATO ALL’OPM SUI CANNABIS TEST

I membri dell’AFGE hanno votato per adottare la misura unendosi ad altri sindacati nel sostenere la legislazione federale sulla legalizzazione e sollecitando l’Office of Personnel Management (OPM) degli Stati Uniti a “revocare le sue politiche sull’uso […] fuori servizio della cannabis da parte dei dipendenti federali […] nella misura in cui tale uso di cannabis è consentita dalla legge statale […]”.

Nella fattispecie, l’AFGE chiede pubblicamente che l’OPM, in consultazione con il Presidente, elimini dai suoi criteri per l’idoneità l’uso responsabile di cannabis fuori servizio, ove legale a livello statale, e cancelli l’uso dei vari moduli, o test per rilevare l’uso di marijuana, che i candidati per determinati lavori del Governo federale devono compilare.

ALTRI DDL E INIZIATIVE ISTITUZIONALI PER LA LEGALIZZAZIONE

Mentre la bozza di risoluzione del sidacato parla solo del MORE Act, un ulteriore disegno di legge per la legalizzazione federale è stato ufficialmente presentato al Congresso alla fine del mese scorso dal leader della maggioranza al Senato Chuck Schumer e contiene una disposizione che vieterebbe specificamente ai datori di lavoro federali di testare per la cannabis i lavoratori, con alcune eccezioni per posizioni sensibili come le forze dell’ordine e quelle che coinvolgono la sicurezza nazionale.

Nel frattempo, la dirigenza della Commissione per gli stanziamenti della Camera ha recentemente esortato la Casa Bianca a “continuare a rivedere le politiche e le linee guida relative all’assunzione e al licenziamento di individui che usano marijuana negli Stati in cui l’uso privato della marijuana da parte di tale individuo non è proibito dalla legge statale” come parte di una relazione sulla spesa dei servizi finanziari.

A giugno, la Commissione Intelligence del Senato ha adottato un emendamento del senatore democratico Ron Wyden che vieterebbe al governo federale di negare alle persone le autorizzazioni di sicurezza di cui hanno bisogno per lavorare presso le agenzie di intelligence nel caso in cui abbiano fatto uso di marijuana.

ISTITUZIONI CHE MOSTRANO UN’APERTURA PARZIALE E CONTRADDITTORIA

Non è però tutto in discesa: numerose agenzie federali sono state infatti riluttanti ad allentare le regole sul lavoro legate alla cannabis, nonostante gli sforzi di numerosi Stati per legalizzare la cannabis per uso medico e ricreativo.

Ad esempio l’FBI, ha aggiornato le sue politiche di assunzione l’anno scorso per fare in modo che i candidati vengano automaticamente squalificati dall’entrare nell’agenzia federale solo se ammettono di aver usato marijuana nell’anno precedente alla domanda. Bisogna però ammettere che in questo senso c’è stata una lieve apertura, in quanto prima venivano presi in considerazione I tre anni precedenti!

E mentre l’amministrazione Biden ha istituito una politica di concessione di esenzioni a determinati lavoratori che ammettono di aver consumato in precedenza cannabis, è stata criticata dai sostenitori in seguito alle notizie secondo cui avrebbe licenziato o altrimenti punito dozzine di membri dello staff che erano onesti sulla loro storia con la marijuana.

Dall’altro lato ci sono stati, come Washington, che hanno approvato una legge per evitare che i lavoratori che usano cannabis vengano licenziati, prevedendo eccezioni in caso di “lavori sensibili alla sicurezza“, come coloro che utilizzano macchinari pesanti, gli operai edili, le guardie di polizia e di sicurezza che portano armi e i professionisti del settore medico. Ma è evidente che un vero cambiamento per i cannabis test arriverà quando saranno emesse delle regole a livello federale, per tutelare tutti.



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