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Pochi giorni fa si è espressa la corte dell’Aja dichiarando la Russia colpevole per il sequestro della nave olandese di Greenpeace ‘Artic Sunrise’, avvenuto nel settembre 2013.

L’imbarcazione con a bordo 30 attivisti di Greenpeace conosciuti ora come gli “Arctic 30”, si trovava nei pressi della piattaforma petrolifera Prirazlomnaya per una protesta, quando le autorità russe hanno messo sotto sequestro la nave e l’equipaggio (tra i 30 anche l’italiano Cristian D’Alessandro)

La Artic Sunrise fu confiscata per otto mesi e gli Artic 30 imprigionati per ben due mesi. A distanza di due anni la sentenza dell’Aja ha finalmente stabilito che l’azione delle forze speciali russe è stata una violazione del diritto internazionale e ha obbligato le autorità a risarcire il governo olandese.

Il consulente di Greenpeace Daniel Simons soddisfatto della sentenza afferma: “I governi esistono per far rispettare le leggi, non per tutelare con uomini armati gli interessi dell’industria petrolifera. La protesta è avvenuta ben al di fuori delle acque territoriali russe e non poteva in alcun modo essere configurata come pirateria o vandalismo. Ci auguriamo che questa sentenza serva da deterrente per altri governi che cercano di chiudere la bocca al dissenso, a terra come in mare”.





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