La Corte suprema olandese si è espressa in una sentenza storica sul clima: lo stato è stato condannato per violazione dei diritti umani e entro la fine del 2020 dovrà ridurre le emissioni del 25% rispetto ai livelli del 1990, obiettivo che potrebbe comportare la chiusura di centrali a carbone inaugurate di recente, solo nel 2016.

La causa era stata presentata dal gruppo ambientalista Urgenda nel 2013, che aveva vinto in tribunale sia nel 2015 che nel 2018. Entrambe le volte il governo ha presentato un appello, ma alla fine la giustizia ha dato ragione agli attivisti. La difesa del governo era estremamente debole: la politica stava già operando per ridurre le emissioni – il target entro fine anno prossimo dovrebbe essere tra il 19 e il 26% – e lo stato sarebbe dovuto essere assolto perché in ogni caso «l’Olanda è troppo piccola, per cui tagliare le emissioni non farebbe la differenza a livello globale».

L’Olanda, densamente popolata, sede del maggior porto d’Europa, quello di Rotterdam, e di numerose grandi industrie, è tra i paesi più inquinanti d’Europa: è quinta per emissione pro-capite di CO2 e ricava solo il 7% della sua energia da fonti rinnovabili.

A causa dei cambiamenti climatici «la vita di molte persone in tutto il mondo, compresi i Paesi Bassi, è minacciata», ha scritto il giudice Kees Streefkerk nella sentenza, aggiungendo che «le conseguenze sono già sotto gli occhi di tutti». Tale storica decisione, che obbliga il governo a una difficile accelerazione nelle azioni da mettere in atto per raggiungere l’obiettivo, si basa sul fatto che la possibilità di danni alle generazioni attuali e future è così grande e concreta che «lo stato deve dare un contributo adeguato, maggiore di quello attuale, per prevenire pericolosi cambiamenti climatici».

Considerazioni che ovviamente non valgono solo per l’Olanda e i Paesi Bassi. «Pensiamo e ci aspettiamo che altri avvocati e tribunali guarderanno a questo giudizio per trovare ispirazione su come affrontare questo problema», hanno dichiarato i legali degli attivisti. Ma il caso olandese ha già ispirato cause simili contro i governi nazionali in Europa – compresi Belgio, Francia, Irlanda, Germania, Nuova Zelanda, Gran Bretagna, Svizzera e Norvegia. Negli Stati Uniti, la politica climatica è stata influenzata numerose volte dai tribunali e il numero di cause legali contro il governo federale è aumentato.





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