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Semo chi sequestra, ovvero dell’insensatezza del sequestro di semi

SEMI_CANAPA

Nel periodo estivo, quando l’attenzione viene distratta dalla voglia di vacanza e rilassatezza, abbiamo assistito ad uno strano quanto inquietante fenomeno. Molto più strano della moda estiva dei braccialetti di gomma colorati, molto più inquietante del “grande esodo” verso le mete estive.
Durante le afose settimane a cavallo tra luglio ed agosto, nelle deserte città italiche, si aggiravano coppie di bipedi di sesso maschile, grondanti sudore a causa delle pesanti divise d’ordinanza (pantaloni lunghi, camicia e giacca, spesso anche cappello) alla ricerca di grow shop stacanovisti ancora aperti con lo scopo di sequestrare buste di semi di cannabis. E’ un fenomeno, è da riconoscere, che si è sviluppato a macchia di leopardo. Le motivazioni per cui a Perugia sì ma a Brescia no sfugge ad ogni umana comprensione.

Sono convinto, ed a breve cercherò di dimostrarlo, che il mandante non sia la Legge Italiana. I sospetti sono puntati su altri soggetti: Ignoranza della legge, Egocentrismo mediatico, Repressione delle devianze. Si accettano ulteriori delazioni…

La definizione di “cannabis” che a noi ed alla legge interessa non è quella naturale, dove per cannabis si intende una pianta con caratteristiche ben definite ed ogni sua parte (radici, tronco, fogliame, fiori, semi, rami, ecc) ma quella, per l’appunto, legale. La nozione “legale” di cannabis venne enunciata la prima volta nella Convenzione Unica sugli Stupefacenti (art.1, comma 1, lett. b), redatta a New York nel ’61 e ratificata dall’Italia con la legge 412 del 1974 : “il termine Cannabis indica le sommità fiorite o fruttifere della pianta di cannabis (esclusi i semi e le foglie che non siano uniti agli apici) la cui resina non sia stata estratta, qualunque sia la loro applicazione”.

La legge in materia di disciplina delle sostanze stupefacenti e psicotrope è il Decreto del Presidente della Repubblica n° 309 del 1990, conosciuta come “legge Jervolino-Vassalli” per i nomi dei due parlamentari proponenti. All’articolo 13, secondo comma, circa le modalità di formulazione delle tabelle delle sostanze proibite, si legge : “Le tabelle di cui al comma 1 devono contenere l’elenco di tutte le sostanze e dei preparati indicati nelle convenzioni e negli accordi internazionali[..]”.

Quindi la cannabis è sì considerata sostanza proibita ma solo per le parti indicate dalla Convenzione unica del ’61. I semi sono fuori da tale definizione. Nell’articolo 14 della stessa legge si sancisce fuori da ogni dubbio che “nella tabella II devono essere indicate : 1) la cannabis indica, i prodotti da essa ottenuti, le sostanze ottenibili per sintesi o semisintesi che siano ad essi riconducibili per struttura chimica o per effetto farmacologico, ad eccezione di quelle previste nel numero 6) della tabella I” (tetraidrocannabinoli e i loro analoghi).

Il decreto con cui sono state emanate le famigerate tabelle è stato promulgato il 27 luglio 1992 e, alla tabella II elenca la “Cannabis indica nelle forme di : a) foglie ed infiorescenze; b) olio ; c) resina.Nel complesso pare proprio che i semi siano fuori della nozione legale di cannabis anche perché totalmente privi di THC. Fin qui tutto bene, i semi sembrano salvi.

Ma come la mettiamo coi semi che non si preoccupano della propria igiene? I semi, da innocui pallini tigrati si trasformano in droga pericolosa quando sono sporchi di resina sulla superficie. In questo modo diventano, per la legge ma non per il buonsenso, “prodotti da essa [Cannabis] ottenuti” idonei a produrre “un effetto farmacologico” (vedi art.14 citato). Questo è il bislacco motivo per cui si è arrivati al sequestro. E’ quindi importane sia per i negozianti che per i “collezionisti” detenere e commercializzare semi puliti. La maggior parte delle aziende produttrici di semi si occupano della pulizia prima di impacchettarli. Alla banca del seme Nirvana ne è scappato qualcuno creando questa situazione grottesca per chi osserva ma seria e dannosa per chi ha subito il sequestro ed un’imputazione per vendita di sostanze stupefacenti.

Ora mi ritiro a grattar semi. Forse alla milionesima grattata riuscirò a farmi il personal della buona notte.
P.S. Tutto il mio affetto, rispetto e la mia umana solidarietà a Matteo di mariuana.it. messo a tacere perché troppo scomodo.

 



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