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Come avviare una scuola parentale

Sono in tanti i genitori che si lamentano dell’attuale sistema scolastico. Non tutti però sono pronti ad agire per cambiare davvero le cose, né sanno a chi rivolgersi e da dove iniziare. Nonostante questo, soprattutto negli ultimi anni, stanno crescendo i numeri delle famiglie che scelgono per i propri figli una scuola alternativa, ma in molti continuano a ignorare che questa possibilità esiste e funziona.

Come avviare una scuola parentale

Da qualche mese esiste però una piattaforma web che vuole rimediare a questo gap. Si chiama ScuolaParentale.Org e ha l’obiettivo di aggregare genitori, docenti e scuole parentali già strutturate per favorire la nascita su tutto il territorio italiano di tante piccole realtà di istruzione parentale. Il sito che conta già più di 1700 utenti è completamente gratuito e aperto a tutti. Un utente iscrivendosi come genitore, docente o scuola e inserendo informazioni minime come età dei figli (per i genitori) e competenze e grado scolastico di insegnamento (per i docenti e le scuole), può immediatamente trovare altri utenti a lui vicini e affini e contattarli direttamente per conoscersi ed avviare assieme un’attività di educazione parentale.

Ma cos’è esattamente una scuola parentale?

«I figli non vengono più affidati dai genitori a una struttura che ha i suoi programmi e i suoi metodi didattici rigidi e standardizzati, ma vivono la crescita formativa da veri protagonisti seguendo un percorso molto più libero e personalizzato sulla base delle proprie naturali inclinazioni e passioni.» dice Francesco Ciappelloni che ha ideato e segue il sito. «L’istruzione parentale non ha regole fisse ma può essere declinata in vari modi, dal nucleo più piccolo – quello genitore/figlio – a quello più strutturato e complesso di vera e propria scuola dove tanti genitori e figli di varie età collaborano con diversi docenti in una struttura dedicata.»

Un’alternativa alla scuola tradizionale

«La scuola tradizionale è in crisi da decenni, sia con la didattica in presenza che con quella a distanza», continua Ciappelloni. «La formazione dei giovani è diventata negli anni sempre più istruzione come nozionismo e sempre meno educazione come formazione della persona nel suo complesso». Una premessa necessaria per marcare l’obiettivo di chi cerca un’educazione differente da quella offerta dagli istituti pubblici e privati: «La scuola parentale si prefigge piena crescita della persona, con un bagaglio non solo culturale ma anche valoriale e con uno spirito critico sempre attivo sia sulle materie di studio sia sulla realtà che la circonda, una lacuna che oggi è estremamente evidente sia sui giovani che sui meno giovani.»

Il ruolo dei genitori

Alla base della scelta dell’istruzione parentale è la decisione da parte dei genitori di assumersi la piena responsabilità dell’istruzione dei propri figli. «È un atto del tutto legittimo in quanto previsto dalle leggi nazionali e internazionali, ma che richiede grande consapevolezza e impegno da parte dei genitori. Senza questo l’istruzione parentale ha poche possibilità di andare in porto con successo.» Negli ultimi anni, con l’esperienza dei lockdown e tuttora durante le quarantene, i genitori hanno vissuto e stanno vivendo molto tempo a stretto contatto con i propri figli e per molti questa convivenza lavoro-studio h24 non si è rivelata per nulla facile. «È ovvio – conclude l’ideatore di scuolaparentale.orgche dover lavorare in smart working e contemporaneamente controllare che il figlio stia studiando è una situazione stressante ed estenuante. Infatti non è possibile avviare un’istruzione parentale se le figure genitoriali lavorano dalla mattina alla sera e non hanno almeno un colloquio costante con l’educatore e con il figlio. Il rischio è di perdere la percezione e il focus sull’avanzamento della formazione del giovane

Unire le forze

Non c’è un solo tipo di scuola parentale, ma in base alle proprie condizioni è possibile scegliere quella più risponde alle proprie esigenze. In particolare sono tre le forme che può prendere:

  • Homeschooling
    È l’istruzione gestita a livello familiare: i genitori scelgono di educare in casa e in prima persona i propri figli. È una scelta non facile per la maggioranza delle famiglie perché il genitore può non sentirsi all’altezza e perché richiede che almeno uno dei genitori debba dedicarsi quasi completamente a questa attività.
  • Gruppi informali
    È la scelta forse più praticabile per la maggioranza delle famiglie perché i genitori non sono soli nella formazione dei figli ma si organizzano con altri genitori e con uno o più insegnanti/educatori. In genere i gruppi sono formati al massimo da una decina di bambini e fondamentale è la condivisione di un progetto educativo comune. Il progetto educativo deve essere deciso da tutti i genitori e dagli educatori in assemblea. Bisogna chiedersi qual è lo scopo, quali valori si vogliono trasmettere, che tipo di didattica si vuole abbracciare e darsi obiettivi chiari, condivisi e ragionati.
  • Scuole parentali
    Sono in genere la naturale evoluzione dei Gruppi informali quando crescono di numero. Quando le persone coinvolte nell’attività di istruzione parentale cominciano a essere tante, allora nasce il bisogno di darsi uno statuto, un regolamento, avvalersi di un commercialista e eventualmente anche di un avvocato per tutelarsi su quanto concerne tutte le regolamentazioni e tutte le procedure da assolvere in un’associazione del genere.

Alla pagina https://scuolaparentale.org/linee-guida/ è possibile trovare ulteriori informazioni utili sulla scelta dell’istruzione parentale. Sono presenti anche riferimenti normativi, linee guida sui percorsi formativi e la modulistica richiesta per le varie fasi di attivazione dell’istruzione parentale.

TG DV


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