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SCRoG è l’acronimo di SCReen of Green (schermo di verde). E’ una tecnica di coltivazione sviluppata intorno agli anni ‘60 negli USA quando non si usavano ancora le lampade HID nelle growroom e serviva a massimizzare l’utilizzo dei neon che erano la fonte principe di illuminazione.

Introduzione
Il concetto di base è molto semplice: limitare la crescita verticale e promuovere invece la crescita orizzontale, in questo modo otterremo che la pianta e tutte le sue cime saranno equidistanti dalla lampada avendo le stesse condizioni per svilupparsi come piace a noi. Questa finalità può essere perseguita in modo molto efficace mediante l’utilizzo di una rete semi-rigida, di quelle usate nelle recinzioni; la forma delle maglie non è importante (quadrata, esagonale, rettangolare va bene), è invece importante che esse non siano troppo piccole. 5 cm è una buona misura. Una volta che la pianta ha raggiunto un’altezza variabile tra i 20 e i 30 cm viene posta sotto la summenzionata rete e fatta crescere orizzontalmente utilizzando delle stringhe per assicurarla e guidarla al meglio. E’ consigliato l’uso di cloni sul cui sesso non ci siano dubbi o semi femminilizzati: scoprire un maschio abbarbicato sotto la rete sarebbe una brutta sorpresa.

Training
Non è indispensabile legare i rami ma è caldamente consigliato farlo. L’ideale è che ad ogni buco della rete corrispondano una o due cime. Per conseguire questo scopo e per domare la pianta, la cosa migliore è usare le stringhe utilizzate normalmente per chiudere i sacchetti alimentari. Sono di plastica morbida con un anima di fil di ferro. Hanno il vantaggio di poter essere applicate e tolte molto facilmente e sono riutilizzabili. Per chi non vuole complicarsi troppo la vita anche lo spago tradizionale va benissimo lo stesso. Il nostro obiettivo di riempire uniformemente lo schermo (la rete): innanzitutto è importante avere una pianta che collabori e che abbia una forma idonea ai nostri propositi. Sarà pertanto necessario operare in tal senso sia modificandone la forma tramite topping (vedi prossimo paragrafo) sia scegliendo una qualità con le giuste caratteristiche fenotipiche*. Avendo a che fare con una pianta ramificata abbiamo due possibilità per sistemarla sotto la rete: al centro oppure lateralmente. Nel primo caso dovremmo aver cura di assicurare i vari rami in modo che formino una raggiera o una spirale. Nel caso invece di una distribuzione di tipo eccentrico il fusto sarà posto in un angolo o addirittura al di fuori del perimetro della rete, i rami principali saranno legati parallelamente gli uni agli altri e quelli secondari verranno disposti perpendicolarmente ai primi in modo da riempire gli spazi vuoti.

Potare o non potare
Per fare si che la pianta si distribuisca con più facilità sotto la rete è buona norma fare quello che gli anglofoni chiamano topping. Al fine di promuovere lo sviluppo dei rami laterali, prima di mettere la pianta sotto la rete, le viene tagliata la parte apicale. In questo punto si ha normalmente una concentrazione ormonale maggiore rispetto ai rami laterali ed è per questo motivo (oltre che per la migliore esposizione alla luce) che la cima principale si sviluppa di più delle altre. Il taglio forza la pianta a ridistribuire tali ormoni garantendo una maggiore uniformità nella costruzione dei fiori. Non vogliamo una cima più grande delle altre che tolga luce alle sottostanti, ma bensì un mare di verde formato da tante cime della stessa taglia. E’ importante effettuare il topping quando la pianta è ancora giovane in modo che tutti i rami laterali abbiano modo di arrivare a toccare lo schermo nello stesso momento.

Una volta raggiunta un’altezza di 13-15 cm è pronta per la “decapitazione”. Al fine di arrecare meno traumi possibile alla giovane piantina il taglio andrebbe fatto con una lama affilata sterilizzata seguendo un angolo di 45° proprio a livello della parte apicale della pianta. Particolarmente consigliato è l’uso della tecnica di potatura FIM. Se con la precedente metodologia avremo lo sviluppo di due nuove cime, con la FIM invece otterremo la produzione di molti più siti di crescita (da 3 a 8). Contrariamente al taglio tradizionale a 45° in questo caso faremo un taglio a conca: servendoci di una lametta morbida che piegheremo a U e useremo come un cucchiaio andremo a scavare la punta della pianta. E’ importante NON tagliare completamente il germoglio apicale, dovremo aver cura di lasciare intatto un 20% del medesimo. In pratica non avremo una ablazione totale ma solamente della punta, la base rimane al suo posto tagliata a ciotola. La figura in alto a destra dovrebbe essere d’aiuto ma solo la pratica vi renderà perfetti. Armatevi di lamette, coraggio e mano ferma!

Quante piante?
Lo Scrog è l’ideale in piccoli setup con piccole HID o neon; nulla comunque ci vieta di scroggare con lampade più potenti in ambienti più ampi. Nel decidere quante piante mettere sotto la rete dovremmo tenere in conto un dato fondamentale: usando lo Scrog rispetto al normale metodo di coltivazione abbiamo bisogno in fase vegetativa di un tempo che va da una a tre settimane in più per riempire completamente tutta la rete. Quindi aumentando il numero delle piante diminuiremo il tempo necessario al riempimento.

Prendiamo come esempio una piccola grow room di cm 60×60: il numero ideale è 4 piante, ma volendo accorciare i tempi possiamo decidere di ospitarne fino a 6. Se invece aspettare non è un problema sotto la rete fioriranno 2 piante. In quest’ultimo caso la produzione sarà migliore (cime più grandi) visto che la pianta maturerà in vegetativa più a lungo, ma effettivamente il guadagno non è marcato e tra le tre consiglio la prima soluzione con 6 piante e cicli più corti. Possiamo poi decidere di mettere in fioritura uno screen non ancora completamente riempito, oppure lasciare vegetare le piante per un periodo maggiore, riempire completamente la rete consentendo una crescita verticale di una decina di cm e quindi portare tutto a fioritura.

Un dato fondamentale da considerare è che una volta posta in fioritura la pianta non smette di crescere, tutt’altro, va incontro ad una fase di streching di cui dobbiamo tener conto: possiamo mettere in fioritura uno schermo al 80-85% e continuare le training session durante le prime due settimane di tale fase oppure fare fiorire una rete già molto fitta e guadagnare cm di cime in altezza.

Sfoltimento
E’ consigliabile sfoltire periodicamente lo schermo soprattutto se è molto fitto. Questo per promuovere la circolazione dell’aria attorno alle cime e evitare la formazione di funghi e muffe. Di sicuro toglieremo le foglie gialle, ingiallite o secche e tutti quei rametti che rimasti sotto la rete non riescono a prendere luce sufficiente.

a cura di FOZ – tratto da www.ENJOINT.com

 

DISCLAIMER: LE INFORMAZIONI CONTENUTE IN QUESTA PAGINA SONO DA CONSIDERARSI AI FINI DI UNA PIU’ COMPLETA CULTURA GENERALE O UTILI PER I LETTORI RESIDENTI NEI PAESI DOVE LA COLTIVAZIONE E IL CONSUMO DI CANNABIS NON COSTITUISCONO REATO. L’EDITORE NON SI ASSUME NESSUNA RESPONSABILITA’ PER UN USO IMPROPRIO DELLE INFORMAZIONI E RICORDA CHE IN ITALIA LA COLTIVAZIONE E IL CONSUMO DI CANNABIS SONO ILLEGALI.




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