Industriale

Sardegna: approvata la legge a sostegno della canapa industriale

Il Consiglio regionale sardo ha approvato una legge cruciale per il sostegno e la promozione della coltivazione della canapa industriale in Sardegna

Canapa industriale cresce in Sardegna

La Regione Sardegna ha approvato la legge regionale n. 6 dell’ 11 aprile 2022, dal titolo: “Sostegno e promozione della coltivazione e della filiera della canapa industriale” , con lo scopo dichiarato di sostenere e promuovere “la filiera agroindustriale e agroalimentare della canapa (Cannabis sativa L.) con particolare riferimento alla coltivazione e trasformazione nel territorio regionale e alla sua successiva commercializzazione.”

Questa legge sembrerebbe segnare un bel passo avanti nelle politiche di rilancio di una pianta che da parecchi decenni subisce un ostracismo del tutto ingiustificato sul piano della logica e del buonsenso, oltre che sul piano legale.

La legge per lo sviluppo del settore della canapa nell’isola è stata approvata all’unanimità dal Consiglio regionale dopo aver unito due proposte di legge: una del Partito Sardo d’Azione, con primo firmatario Piero Maieli, e una del Movimento 5 Stelle, con primo firmatario Alessandro Solinas. Si è altresì esortato tutti gli altri Consigli regionali a sollecitare una discussione nazionale sul tema istituendo un tavolo tecnico che metta insieme legislatori regionali e nazionali dando l’opportunità ai giovani di poter coltivare la canapa in forma legale, senza rischiare di incorrere in problemi giudiziari.

SOSTEGNO AI GIOVANI E RECUPERO DI CAMPI INCOLTI E INQUINATI

L’intenzione dichiarata è quella di affrontare le sfide del futuro per i settori dell’agricoltura e dell’economia sostenibile, con particolare attenzione rispetto ai giovani e al recupero dei campi incolti e di quelli inquinati.

Come dichiarato dal promotore della legge recentemente approvata, Piero Maieli: “molti giovani agricoltori stanno scommettendo su questo tipo di attività, ma si scontrano spesso con difficoltà burocratiche e un eccesso di controlli, dovuto a una normativa poco chiara”; il primo firmatario Maieli ricorda inoltre che la canapa occupa un ruolo strategico non solo nella bioedilizia e nella bioenergia, ma riveste un ruolo cruciale anche nel contrasto del dissesto idrogeologico, nella bonifica dei terreni e nella fitodepurazione dei siti inquinati.

Ruolo, quest’ultimo, che non può certo passare inosservato per quanto riguarda le politiche per la salvaguardia delle persone e dell’ambiente nella regione, visto che in Sardegna c’è un triste record legato all’enorme quantità di terreni contaminati – seconda in Italia per estensione con oltre 56.000 ettari interessati – e per servitù militari, causa anch’esse di distruzione e contaminazione ambientale: l’isola ha infatti la più alta percentuale in Italia di servitù militari, arrivando a toccare il 61% di tutto il territorio nazionale.

In conclusione dunque, ci preme sottolineare quanto le zone grigie delle leggi che regolano il settore della canapa industriale vadano corrette al più presto, in quanto favoriscono prese di posizione arbitrarie, come quella della direttiva della Procura di Cagliari sulle coltivazioni di canapa in Sardegna, che metteva a repentaglio qualsiasi possibilità di sviluppo della canapicoltura sull’isola favorendo sequestri preventivi ai danni dei coltivatori. Al contrario, la regolamentazione chiara della materia permetterebbe di attivare tutta una serie di circoli economici virtuosi come quelli sopra esposti.

Ora che la Sardegna ha contribuito a spianare la strada legale per lo sviluppo della filiera della canapa, cosa si farà a livello nazionale per fare luce sulle restanti zone grigie che regolano il settore cannabico?

 

TG DV


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