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Garantire ai cittadini residenti in Toscana l’accesso ai farmaci cannabinoidi per combattere il dolore, nelle cure palliative e anche in altri tipi di terapie. A questo puntano due proposte di legge d’iniziativa consiliare, una a firma di numerosi consiglieri Pd (primo firmatario Enzo Brogi), la seconda a firma dei consiglieri di Fed. Sin.- Verdi (prima firmataria Monica Sgherri) e del consigliere del Gruppo misto Pieraldo Ciucchi.

Le due proposte di legge sono state illustrate in commissione Sanità, presieduta da Marco Remaschi (Pd). La prima, come ha spiegato il consigliere Brogi, vuole sancire in modo permanente, per gli assistiti del Sistema sanitario regionale, il diritto all’accesso ai farmaci cannabinoidi. La Regione Toscana per prima in Italia, nel 2002, ha infatti emanato una delibera che impartisce indicazioni in questo senso alle Asl. Ma l’obiettivo è arrivare ad avere una legge “visto il significato simbolico e giuridico nelle fonti del diritto del provvedimento legislativo”. “I derivati della cannabis sono risultati utilissimi – ha detto Brogi – e ampiamente testati nella cura del dolore, ma anche in patologie come il glaucoma, la Sla e l’epilessia. Nella legge si stabilisce che l’uso avviene secondo la normativa nazionale vigente in materia di utilizzo di stupefacenti e di riparto di competenze in materia sanitaria tra Stato e Regioni”. Viene inoltre fatto esplicito riferimento al fatto che l’utilizzo dei farmaci cannabinoidi è compiuto nell’ambito della terapia del dolore e delle cure palliative, quindi secondo l’uso attualmente previsto dalla letteratura scientifica per tali farmaci.

Sulla stessa falsariga si muove anche la proposta di legge che è stata illustrata da Monica Sgherri, la quale ha però tenuto a sottolineare che la sua proposta di provvedimento “vuole garantire l’effettivo diritto, e non solo sulla carta, all’utilizzo dei cannabinoidi, anche attraverso la possibilità di ricorrere alle preparazioni galeniche”. Inoltre la proposta è quella di usare questo tipo di farmaci non solo nella terapia del dolore: “Oltre alla terapia palliativa del dolore e all’utilizzo in neurologia e oncologia, o come lenitivo degli effetti collaterali delle chemio e radio-terapie, molte sono le patologie e i disturbi d’interesse per medici e pazienti, non solo il glaucoma, ma l’epilessia, molte altre patologie neurologiche, alcune patologie psichiatriche, lo stress post-traumatico, l’emicrania, la depressione ecc… in cui l’uso terapeutico della cannabis si è dimostrato efficace” ha concluso la consigliera.

A settembre prenderanno il via le consultazioni sulle proposte di legge e, come ha auspicato Lucia Matergi (Pd),“sarà avviato un lavoro comune e condiviso nel tentativo di arrivare ad un unico testo di legge unificato”.

Cecilia Meli
fonte: parlamento.toscana.it

 





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