uccelli tramonto

E’ la visione di uno scopo che accende e mobilita le forze per perseguirlo. Ed è così che nasce intenzionalmente Sangue vivo, rubrica “senza confini” dedicata alla divulgazione di controculture e stili di vita alternativi, nasce dalla coscienza e dall’esigenza di spiegare le incongruenze tra ciò che ci appare e ciò che ci viene sapientemente nascosto, da un oscurantista potere precostituito o semplicemente da una sonnolenta e pigra consapevolezza narcotizzata. Se chiediamo alla gente per strada: “Qual è la minaccia più grave per la nostra società?”. Molti risponderanno che c’è l’emergenza droga, gli immigrati, la disoccupazione…”

Anche se la coscienza ambientalista ha fatto in questi anni passi da gigante, non sono molte le persone che si rendono conto della grave condizione in cui versa il nostro pianeta. In particolare, è poco sentito il danno provocato dal decuplicarsi costante delle emissioni di polveri sottili e del surriscaldamento dell’atmosfera sul pianeta. A tutti nelle proprie città, sarà capitato di non poter adoperare l’automobile per i sempre più frequenti “blocchi della circolazione”, dovuti all’aria esausta di piombo. Acuto, utile e risolutivo provvedimento per cercar di vendere più “euro 4” (ci viene il legittimo sospetto, dopo la deludente esperienza della così detta “benzina verde”). Ci viene in mente un palliativo che, come dire, ha il sapore dell’ennesima “presa per il culo”.

A questo proposito Sangue vivo cercherà di indagare e sensibilizzare su tematiche che interessano, o per meglio dire, coinvolgono davvero tutti, dando spunto per una reale e concreta possibilità di inversione di tendenza, un mezzo per cambiarne anche se lentamente, i devastanti effetti già in corso. Avete mai sentito parlare di olio di colza, sapete di cosa si tratta? Fino a pochi anni fa era considerato soltanto un prodotto alimentare di qualità inferiore, anche se la storia merceologica dell’olio di colza è però, ben più antica. Oggi l’olio di colza emerge all’attenzione di tutti, come carburante alternativo al diesel. É storia ormai: durante la seconda guerra mondiale venivano utilizzati oli vegetali (canapa e colza) per i motori nautici e per i camion, scelta resasi necessaria dalle difficoltà di approvvigionamento di carburante, nel corso del conflitto. Ovvio, ma sicuramente non banale è l’interrogativo sul suo reale funzionamento e le sue possibilità di utilizzo, ma più importante ci appare sottolineare e scoprire perché se l’olio di colza funziona nessuno lo usa e soprattutto perché dai grandi media la notizia viene, per lo più, insabbiata?

Rimanendo in tema, non sappiamo se poter definire solo problema ambientale o più propriamente, senza voler apparire allarmisti, cataclisma imminente, un altro degli argomenti che Sangue vivo vorrà affrontare. L’argomento in questione è l’attuale desalinizzazione degli oceani, dovuta allo scioglimento dei ghiacci, mercé il progressivo attenuarsi e interrompersi della corrente del golfo. La corrente del golfo o corrente nord atlantica è una potente corrente oceanica calda, di vitale importanza per la mitigazione del clima nei Paesi europei. Definito anche nastro trasportatore è, come già detto, un’enorme corrente che trasporta acqua calda dal Messico attraverso l’Atlantico; diversi scienziati sostengono che l’equilibrio del nastro, che si basa su un delicato rapporto tra acqua dolce e acqua salata, possa alterarsi notevolmente in un futuro non lontano. Causa l’effetto serra, il progressivo scioglimento delle calotte artiche, che sta riversando quantità enormi di acqua dolce negli oceani, modificando il naturale equilibrio di salinità; l’acqua dolce meno densa di quella salata, non sprofondando verso il fondo, bloccherebbe la corrente calda dell’oceano.

È facile intuire la gravità del fenomeno in corso. Rimanendo sobri, senza farci trascinare da eccessivi allarmismi, questo significherebbe la rapida precipitazione dello zero termico nell’intera fascia nord tropicale del pianeta, dunque Europa, Americhe ed Asia compresa, in termini pratici glaciazione. Analizzeremo questo tema senza soffermarci sul dibattito tra scienziati ed eruditi su cause e tempi del fenomeno in corso; l’obbiettivo della nostra ricerca sarà informare e denunciare il preoccupante stato di disinteresse generale riguardo alla questione, scuotendo coscienze sempre più spesso refrattarie e dando spunto per un’azione propositiva.

Sangue vivo sarà orientata verso passioni anche logoranti e sollecitata da un’inquietudine romantica e innovativa, che ci muove e ci motiva nell’affrontare questa nostra esperienza di comunicazione. Argomenti vari, ma di certo uniti da un comune denominatore, cioè trasmettere e generare uno stato emotivo. Per questo tratteremo anche mondi desueti e lontani da quelli comuni; nuove tendenze e stili di vita alternativi, come nomadi maleodoranti con struttura sociale tribale, all’apparenza reduci da era post atomica; sono i travelling techno raver, anche se non amo questa definizione. Forse sarebbe più appropriato chiamarli artisti circensi della tecno e pensare al rave party come a una giostra dove ognuno può esprimersi liberamente, senza paure e freni inibitori. Il viaggio che intraprenderemo sarà in compagnia dei più vecchi e rappresentativi traveller che ci racconteranno esperienze e vita quotidiana di questi “sabotatori del sistema” che, di fatto, hanno profondamente influenzato lo stile di vita di numerosi giovani e non solo, del movimento globale underground, alimentando pericolose e alienanti tendenze, conducendo il publico a sconvolgenti, ma talvolta rivelatorie, esperienze psichedeliche, attraverso prolungati ritmi ossessivi che generano stati di coscienza sottile e trances di dionisiaca memoria.

Musica, morsi d’amore, ritmi ossessivi e stati di coscienza alterati sono parole che ben sintetizzano e introducono un altro argomento che questa rubrica tratterà. Il tarantismo. Dicesi tarantismo patologia incurabile sotto il profilo medico scientifico, provocata da morso di tarantola, “il morsicato” (di solito donne), trova unico e solo giovamento nella danza frenetica sotto il perenne e incessante rullare dei tamburelli stridenti di sonagli, spesso anche per giorni fino a quando non si placa il male che il “tarantolato” si porta addosso, parafrasando Vinicio Capossela “il male che non riesce a far star fermo in nessun posto”. Un altro viaggio nel cuore della musica tradizionale salentina: la pizzica, che oltre ad aver ispirato il nome di questa rubrica è anche uno strumento per narrare passioni, amori e i suoi fragorosi tumulti. La definizione di Giorgia Cecere, tratta da Sangue vivo il film di Winspear, ci sembra molto esplicativa per arrivare al cuore di questa danza catartica e a tutti i suoi più remoti e profondi significati.  Sangue vivo è quello che scorre incessante al ritmo della vita, da tempo immemorabile si percuotono i tamburelli, lo si fa per ammansire quella forza oscura e dolorosa che certe persone hanno nel sangue, dandole suono voce e passi di danza, affinchè non faccia troppo male; il dolore non si placa, ma per loro finchè la musica persevera sembra possibile perdonare la vita.

A favore di un bisogno, che risale la notte dei tempi, di liberazione dagli affanni quotidiani e dalle oppressioni di varia natura, contro la globalizzazione, il livellamento culturale e il tentativo di cancellare le diversità e le differenze, giungono forti risposte anche dalle terre del Sud. Senza confini sarà anche il raggio d’azione della nostra tematica principale, infatti Sangue vivo darà largo spazio al divertente, pittoresco, innovativo, ma a volte ipocrita del “head-smart-homegrow- cannabis-comunication-culture”; passateci il lungo neologismo, trovato had hoc solo per far comprendere meglio questo nuovo mondo che avanza. Chi sono i personaggi che vi ruotano intorno? Da cosa sono mossi? Passione? Innovativi ideali? Denaro? Imprenditori più o meno squali, venditori di fumo o di morte, comunicativi per sport, passione o potere; sociologi, editori alternativi, semplici commercianti e commercianti sempliciotti, re e regine, “clown acrobati, nani ballerine venghino signori e signore venghino questo è il variopinto circo della cannabis, si esibiranno si spera per il prossimo ventennio”. Personalmente sento la necessità di collocare in cima a questa lunga lista, l’icona centrale, la spina dorsale, l’energia motoria di questo mondo, il GROWER. Personaggio cardine che proveremo a raccontare in chiave caricaturale, connotandone personalità, vicissitudini, boria, goliardia e coraggio nelle sue diverse sfaccettature. Ed evidenziando che egli non è connotabile per classe sociale, sesso, cultura. La meravigliosa unicità del GROWER è costituita dal fatto che dietro un individuo di apparente normalità, possa celarsi un esperto e scaltro coltivatore. Ed è per questo, che Sangue vivo darà rappresaglia a chi, con anacronistica ostinazione e parecchia ignoranza, si ostina ad apostrofare i GROWERS come “giovani cannaroli fattoni”. Vogliamo trasmettere cosa egli prova davanti alle sue gemme, come si nutre e si meraviglia davanti al miracolo della nascita, della crescita e maturazione, miracolo che non è altro che quello della vita.

Nello stesso ambito, un’altra indagine che ci sta a cuore e spera di diventare un’attenta descrizione, è l’analisi di alcuni prodotti usati dai coltivatori e quindi di fatto assunti. Senza porre l’accento sulla comprovata efficacia degli stessi, per non rischiare subliminali lanci pubblicitari, cercheremo di accertarne la reale composizione bio- chimica, con analisi cromatografiche. Le motivazioni che ci spingono in questa piccola ricerca sono da un lato, cercare di dare coscienza e conoscenza su cosa il nostro corpo assorbe e scoprire quanto e cosa c’è di vero sulle etichette dei suddetti prodotti, dall’altro provare a far unpo’dichiarezzanell’”oltranzismobiologico”creatosiattornoall’uso di certi concimi. Questi gli argomenti principali che la rubrica tratterà, con maggiore serietà e forza alcuni, con più goliardia altri, consci del fatto che la vita non va presa sempre sul serio, perché talvolta anche lei stessa ci guarda e si mette a ridere. Sangue vivo, sangue che scorre nelle vene nel cuore nell’anima; sangue che avrà scopo se farà sentire più vivi anche voi

 





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