Nelle loro posizioni ideologiche contro la legalizzazione della cannabis, fatte di frasi fatte e slogan, Salvini e Meloni sono sempre più soli, tanto che anche i loro follower sui social si schierano apertamente con chi invece vorrebbe legalizzarla, avvantaggiando stato e cittadini.

Il 26 giugno, durante la giornata mondiale contro l’uso e il traffico illecito di droga, sulle pagine social dei due leader della destra italiana, è stato un fiorire di pregiudizi triti e ritriti nei confronti della “droga”  in un calderone di mistificazioni in cui i due politici hanno infilato anche la cannabis.

“Nella giornata mondiale contro la droga, un grande ringraziamento a tutte le comunità di recupero di ragazze e ragazzi, uomini e donne, in tutta Italia, un esempio di speranza e rinascita. Qualche parlamentare (Pd, 5Stelle, +Europa, Italia Viva) vuole lo Stato spacciatore e addirittura promuove platealmente l’uso di sostanze? Vergognoso. Combattere ogni tipo di droga e chi la vende, sempre”, scriveva Salvini, senza però riscuotere il solito applauso acritico. Scorrendo i commenti infatti, si fa più fatica a trovare persone d’accordo con lui, rispetto a quelle che ribadiscono i vantaggi della legalizzazione. Tra insulti, commenti lunghi e ragionati e altri scritti di getto, ce ne sono anche alcuni di una semplicità disarmante, che infatti hanno ricevuto parecchio gradimento. Come quello di chris.72a, che scrive: “Questo è un ragionamento un po’ ottuso da parte tua Matteo. Almeno le droghe leggere. Capisco quelle pesanti. Ma la cannabis si dovrebbe legalizzare. E poi anche lo stato ci guadagnano invece della mafia”, ricevendo più di 1500 like.

O quello del nostro direttore, Matteo Gracis, che contesta e invita (nuovamente) Salvini ad un confronto pubblico sul tema (immagine a sinistra), prendendo un numero sostanzioso di like.

Sul contenuto del post, invece, vale la pena sottolineare come il leader della Lega scriva spesso come se avesse l’appoggio delle comunità di recupero, ma l’ultima volta che fece un’uscita di questo genere, fu proprio il Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza a sbugiardarlo, scrivendo: “Salvini sulla cannabis light non ci rappresenta. Il leader della Lega non cerchi di farci passare per suoi complici in una guerra alla droga fallimentare e dannosa.”

La stessa cosa è poi accaduta anche a Giorgia Meloni, il cui post era stato questo: “Mentre sinistra e 5 stelle propongono una folle legalizzazione, Fratelli d’Italia è al fianco degli operatori del settore pubblico e del privato sociale, che lavorano ogni giorno in difesa dei più fragili. Saremo sempre in prima linea per combattere ogni dipendenza e dire che una vita libera dalle droghe è possibile”. A parte il commento “Fai una canna Giorgia” che ha superato i 2mila mi piace, ce ne sono tanti altri che argomentano e chiedono chiarimenti alla Meloni, senza che arrivi mai nessuna risposta.

Anche se il cammino per la legalizzazione è ancora lungo, è importante che, ai leader che ancora oggi parlano per slogan e frasi fatte, venga chiesto conto, nel merito, di ciò che dicono, perché è solo grazie a discussioni di questo tipo e a una corretta informazione che potremo vincere questa battaglia.





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