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Salvini e il caso Cucchi, non c’è limite alla vergogna

Invece che cogliere l'occasione per chiedere finalmente scusa alla famiglia Cucchi, Salvini attacca la giornalista

Salvini e il caso Cucchi, non c'è limite alla vergogna
Nemmeno la condanna definitiva dei due carabinieri che hanno ammazzato di botte Stefano Cucchi è riuscita a far cambiare idea a Matteo Salvini.

Incapace di scusarsi per le durissime prese di posizione contro la famiglia e la sorella Ilaria (che ha dedicato a lui la sentenza definitiva) nei 13 anni di questa lunga vicenda processuale, ha preferito prendersela con la giornalista che gli chiedeva un commento.

SALVINI SULLA SENTENZA CUCCHI: “LA DROGA UCCIDE”

Salvini si è trincerato dietro al solito refrain che ripete ogni volta che si sfiori il tema degli stupefacenti, che per lui sono tutti uguali, dimostrando la profonda conoscenza del fenomeno da parte dell’ex ministro dell’Interno, dicendo che lui è: “Sempre e comunque contro ogni tipo di droga”, che “la droga uccide” e i soliti slogan buoni per tutte le stagioni (politiche e non).

Dopo aver enunciato la sua lungimirante posizione, che ovviamente tiene conto del dibattito mondiale sul tema, dei delicati incroci tra giustizia, sanità pubblica, sociale che questo comporta, e del fatto che, dall’Oms in giù, esperti e politici chiedono sempre di più che si affronti la questione dal punto di vista sociale ed educativo, piuttosto che reprimerlo con violenza senza alcun risultato sui consumi e con spese enormi per la cittadinanza, ripete per una decina di vote “prendo atto”, a qualsiasi domanda che la giornalista gli ponga.

Chissà se Salvini, lo stesso che da giovane comunista padano voleva l’erba libera, prenderà atto prima o poi che sono le leggi vecchie di 30 anni dello stato che ha rappresentato, a mandare in galera consumatori e piccoli spacciatori, senza toccare gli interessi miliardari delle mafie.

TG DV


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