Rototom_palco_4

È impossibile descrivere a parole un evento così coinvolgente come il Rototom Sunsplash. Solo chi ha partecipato può comprendere quella particolarissima atmosfera che si percepisce mentre si vive tra tende, concerti, dibattiti e nuovi incontri. Immaginatevi 20.000 persone di ogni età, cultura e colore diverso vivere assieme in 250.000 mq!

Questo era il colpo d’occhio del primo week-end al Rototom Sunsplah 2006. La più grande affluenza nella storia del festival che quest’anno ha toccato la tredicesima edizione e che ha visto ben 140.000 persone di 25 paesi diversi varcare i cancelli e susseguirsi nei nove giorni del festival reggae più grande d’Europa.

Una festa continua, i ritmi tribali dei tamburi dettano i tempi di questi giorni senza ore, la vita non si ferma neanche per dormire al parco del Rivellino…c’è sempre qualche musica lontana in qualche angolo del parco che ti fa sentire a casa, non sei mai solo, odori forti e pungenti di spezie lontane, odori di etnie diverse, odori che ci fanno sentire tutti fratelli. Quest’anno la parola tema dell’evento è stato RISPETTO, alla base di tutto ci dev’essere rispetto e al Rototom Sunsplash sembra sia l’unica regola, quasi scontata, di vita e di coesione fra la reggae people.

Ogni sera durante i concerti nel main stage gli animi del popolo danzante si accendevano trasformando la folla in una tribù ondeggiante al ritmo delle canzoni più amate; numerosi gli artisti reggae di fama mondiale che hanno partecipato, ma sopra a tutti sono rimaste impresse nel cuore le grandi performance del leggendario Burning Spear, i salti sul palco di Alpha Blondy, la voce di Luciano, l’immancabile fuoco dei Sud Sound System, e il carisma di Burro Banton. E che dire delle dancehall che ogni notte esplodevano per accompagnare i nottambuli “sunsplashani” fino al mattino: energia che straripava ad ogni battito sulla pista letteralmente infuocata!

In più altri sound system per godersi il proprio regge preferito: dalla Roots yard, per gli amanti delle radici della cultura Rastafari, all’Original Area, dedicata alle contaminazioni ska e rock; insomma 24 ore non stop di musica. Ovviamente non è mancato un programma gremito di dibattiti, su argomenti attuali e a volte anche scomodi: come il dissenso alla guerra, dubbi e verità sui fatti del g8 a Genova o l’interessantissima conferenza circa una politica alternativa sulle droghe con la partecipazione di don Gallo e Coehn.

Ma il Rototom Sunsplash non è solo musica, dibattiti e stand gastronomici variopinti di qualsiasi genere (come l’etiope, il vegan indiano o i mastri birrai artigianali): è un popolo cosmopolita saldamente unito da identiche vibrazioni, migliaia di antenne che percepiscono la medesima frequenza e il risultato è un’empatia ed una pace difficile da raggiungere durante la quotidianità.

Certo anche il Sunsplash non è tutto rose e fiori, ognuno dei partecipanti avrà storto il naso per qualche difetto o disservizio, volendo si potrebbero elencare numerose pecche (dalle più gravi alle più banali) ma siamo convinti che una festa così popolare e seguita comporti non pochi problemi di organizzazione per l’intero staff, il quale avrà faticato per conciliare le necessità di artisti, standisti e partecipanti. Con la speranza di rivederci tutti quanti al prossimo Rototom 2007 (con la location ancora da decidere) ci auguriamo che le edizioni future conservino inalterate quella genuinità ed armonia che alcuni temono affievolite a discapito del business.

Om – Positive Vibes





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