Non si può parlare dell’azienda Centovigne senza partire dal suo contesto fiabesco: il castello di Castellengo. Siamo in una frazione di Cossato, Biella, vicini alle coste della Sesia e accanto al torrente Cervo, e sulla cima di una piccola collina sorge questa dimora storica che con impegno e tenacia Alessandro e Magda stanno restaurando e riportando agli antichi splendori.
Fondamentale il recupero dell’azienda vinicola, già attiva nell’Ottocento e che ha ripreso la produzione negli anni novanta, mantenendo sempre un occhio alla tradizione e alla storia del sito.

I terreni vitati sono sparsi nei terreni circostanti e divisi in tanti piccoli appezzamenti: da qui il nome di “Centovigne”, ma anche una grande varietà di suoli e quindi di possibili scelte enologiche. L’approccio produttivo è mirato a ridurre al minimo l’utilizzo di prodotti chimici: interessante in questo senso il recupero di vecchie vasche di cemento per l’affinamento per ridurre l’utilizzo di altri materiali e valorizzare il più possibile il patrimonio delle uve selezionate.

Abbiamo assaggiato il Rosso della Motta 2015: 80% uve nebbiolo, affinamento in vasche di cemento e poi per 12 mesi in botti di rovere. Limpido, rosso rubino, all’olfatto sprigiona una vinosità floreale irresistibile: indubbiamente la sua caratteristica migliore, che colpisce con spiccate note di fiori, frutta a polpa rossa, confetture, note di legno e cuoio appena accennate e delicate.

 





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