L’ingresso del “Canapub THC-” dopo l’incendio

Le immagini delle telecamere a circuito chiuso hanno eliminato ogni dubbio agli agenti, che hanno identificato e arrestato la persona che lo scorso 15 marzo appiccò il fuoco al “Canapub Thc-” di Monterotondo (Roma), un negozio che vende prodotti legali derivati dalla canapa.

L’arrestato è un 21enne già noto come spacciatore e gli stessi carabinieri hanno rivelato il movente che lo avrebbe spinto: la vendita di prodotti a base di canapa, ed in particolare delle infiorescenze della cosiddetta cannabis light, dava fastidio perché «intralciava la sua attività di spaccio proprio in quella zona».

Il Canapub di Monterotondo ha sede in una zona di spaccio, e da subito i gestori avevano sospettato come l’incendio del loro locale potesse non essere casuale ma da collegare al mondo dei pusher, indispettiti dalla presenza di quel negozio che portava gente in zona, con tavolini all’aperto, e vendeva prodotti che evidentemente ne limitavano gli affari.

La cannabis light venduta nei negozi è a contenuto legale di THC, non psicoattiva, quindi non fa una concorrenza diretta alla normale “marijuana” venduta nelle piazze, tuttavia alcuni navigati consumatori di cannabis con THC hanno sottolineato come preferiscano la cannabis light in alcuni momenti della giornata – visto che non interferisce con la concentrazione – e da quando questa è in commercio relegano gli spinelli veri e propri a meno momenti durante la giornata. Possibile quindi che anche la sola canapa legale abbia provocato una diminuzione degli introiti per gli spacciatori, causando l’atto intimidatorio. Figuriamoci cosa potrebbe accadere con una vera legalizzazione…

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