pigneto cscNel fine settimana i cittadini del Pigneto, quartiere di Roma da tempo diventato fulcro della movida universitaria e luogo di spaccio, sono scesi in piazza per chiedere alle istituzioni di intraprendere una nuova strada per risolvere il problema: non più la solita risposta basata sulla repressione poliziesca, ma l’apertura di un Cannabis social club dove poter consumare droghe leggere senza arricchire i traffici illegali che provocano degrado e insicurezza nel quartiere.

SEMI DI LIBERTA’. La manifestazione pubblica lanciata dal Comitato di quartiere prevedeva anche la distribuzione di semi di cannabis, allegati al volantino nel quale si spiegava ai cittadini che “In tanti paesi al mondo legalizzando le droghe leggere si sottraggono soldi ai trafficanti, si restituisce dignità ai consumatori e si libera l’economia per tutta la comunità. Mentre in Italia, a Roma, e al Pigneto l’ipocrisia del proibizionismo riempie le strade di droga, violenza e repressione. Mentre le mafie ringraziano e si riempiono le tasche”. In poche ore sono state raccolte centinaia di firme da parte degli abitanti del quartiere, non solo giovani ma persone di tutte le età, segno tangibile di come sulla legalizzazione della cannabis anche in Italia la consapevolezza dei cittadini sia ormai pronta per provare strade diverse e basate su un approccio razionale al problema.

Il volantino distribuito al Pigneto (fronte)

Il volantino distribuito al Pigneto (fronte)

Il volantino distribuito al Pigneto (retro)

Il volantino distribuito al Pigneto (retro)

 

 

 

 

 

 

 

PROGETTI FUTURI E DIBATTITO IN RETE. Tra un mese circa il comitato degli abitanti creerà una onlus chiamata “Pigneto cannabis social club”: il primo passo verso l’apertura di un locale per il consumo consapevole, quando la legge lo consentirà. L’obiettivo non è quello di trasformare il Pigneto in una Amsterdam nostrana, ma di seguire il percorso intrapreso in Spagna, dove all’interno di circoli privati (chiamati appunto “Cannabis social club”) gli iscritti possono consumare cannabis autoprodotta senza arricchire le mafie. Per questo la manifestazione del PIgneto è stata organizzata lo stesso giorno in cui nel resto della capitale si celebrava la giornata di “Spiazziamoli”, cioè una serie di manifestazioni contro le mafie che hanno coinvolto 50 piazze in tutta la città. Naturalmente per l’apertura di un Csc al Pigneto bisognerà aspettare un passaggio legislativo che lo permetta, nel frattempo è però sicuramente positivo verificare come i cittadini stiano dibattendo sul tema (anche e soprattutto sulle pagine facebook del quartiere), comprendendo come i blitz della polizia a caccia di spacciatori, prontamente sostituiti da altri dopo ogni retata, non rappresentino l’unica risposta possibile alla domanda di maggiore sicurezza nel quartiere.





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