Shantibaba's bag of dreams

Ritorno al futuro

2014-03-17 12.06.14 pm

Personalmente, ho già vissuto nel futuro per quanto riguarda la coltivazione di cannabis e posso assicurarvi che era “estremamente verde”. Ho vissuto in Svizzera, nel Ticino, tra il 1998 e il 2003 e la nostra valle diffondeva profumo a 50 kilometri di distanza. Tutte le persone coinvolte lavoravano sodo, tutti erano felici, tutti avevano delle entrate e tutti noi potevamo dedicare il nostro tempo libero alla ricerca di usi alternativi di questa pianta… Sembrava che le cose non potessero andare meglio ed essere parte di questa cosa è stato un onore per me. Non c’era alcuna regolamentazione statale o da parte del governo federale e la licenza era vaga ed imprecisa e mai messa per iscritto. Le insegne erano appese ai muri e sono state buttate giù insieme alle pareti!

Quando si deve portare avanti un’attività che è vestita di grigio e non di bianco e nero, come dovrebbe, le opportunità di andare a fondo e di raggiungere la vetta della montagna sono esattamente le stesse! Ma in particolare, quando il governo non è in grado di regolare le attività con leggi scritte, un solo destino è possibile. È una follia schierarsi in prima linea a favore di un business che ha regole poco chiare in tutto il Mondo e senza le normali possibilità di regolamentazione botanica.

Nel 2013 le cose sembrano prendere una piega diversa cercando di re-orientarsi, anche se in molti casi la confusione continua a regnare. Una regolamentazione ufficiale è attualmente sotto esame. Le tribolazioni e i dubbi sono relativi sia agli stili di coltivazione sia agli utilizzi medici o ricreativi ed è quindi necessario interrogarsi dal punto di vista legale su ognuno di questi aspetti.

Lo Stato del Colorado e lo Stato di Washington, negli Stati Uniti, stanno affrontando la questione medica e ricreativa in maniera differente, ma in entrambi i casi il prodotto finale è tassato e controllato. Lo Stato di Washington sembra più interessato alle normative relative l’uso ricreativo piuttosto che al potenziale medico sul quale si sta avanzando attualmente. Mentre il Colorado sta cercando di stabilire paradigmi simili per quanto riguarda la coltivazione e il consumo a fini medici e ricreativi.

L’Uruguay sta cercando di affidare la coltivazione agli agricoltori attraverso licenze da parte del Governo al fine di inserirsi nel business delle aziende farmaceutiche e di sviluppare il proprio capitale.

La Spagna, invece si appella ai diritti personali degli individui. Approvare la presenza di club privati con iscrizioni limitate sembra per ora la migliore via da seguire. La coltivazione è a sua volta protetta in misura dei bisogni degli associati al cannabis club. I club stanno così spuntando in tutta la Spagna al fine di soddisfare le crescenti necessità mediche e ricreative. Ci saranno dei conflitti e di conseguenza sarà necessario affrontare la concorrenza.

Ma il comune denominatore per tutti questi Paesi è la necessità di fornire un prodotto standardizzato agli utenti, rendendolo aderente alle normative relative al consumo umano. Non si può pretendere di prescrivere una pianta medicinale se contiene contaminanti e muffe potenzialmente pericolose per l’uomo.
Si solleverà, di conseguenza, la necessità di test e analisi per sterilizzare, misurare gli effetti e certificare il prodotto finale, così come si procede per tutti i prodotti simili a questo. Si darà il via all’elaborazione e alla sperimentazione in laboratorio fino a stabilire delle norme per regolamentare il prodotto così come è stato per l’alcool e il tabacco.

2014-03-17 12.06.25 pm

Di conseguenza sarà necessario applicare delle imposte sul prodotto finale come per tutti gli altri articoli venduti sul mercato.
Prevedo che in futuro, chiunque voglia vendere prodotti a base di cannabis, che si tratti di cibo, cosmetici, per uso medico o ricreativo, dovrà giustificare le proprie ragioni prima di ricevere una licenza. Il pagamento annuale delle tasse relative alla licenza permetterà ai coltivatori di acquistare cloni e semi con determinate caratteristiche e standard di qualità com’è previsto per il grano, e la canapa tessile. Saranno stabiliti dei limiti e verranno emessi sussidi governativi,
a mano a mano che la situazione evolve… prevedo un futuro luminoso!

Per quanto riguarda la produzione su grandi superfici saranno stabiliti degli standard di resa media per metro quadro e i coltivatori saranno così in grado di scegliere le varietà più adatte a seconda del clima, dell’acqua ecc.
Per quanto riguarda i cosmetici e i prodotti alimentari, che per ora vengono gestiti da aziende artigianali e indipendenti, saranno necessari grandi cambiamenti per adeguarsi agli standard alimentari e alle prove cosmetiche. Sarà necessario e inevitabile l’intervento delle grandi società multinazionali che assoceranno al prodotto gli standard di professionalità e marketing che non sono mai stati applicati a questo settore prima d’ora.

Tutti i prodotti che ingeriamo e utilizziamo per la cura del corpo sono allineati a degli standard atti a proteggere l’utente finale, la logica impone quindi che questi prodotti vadano ad ampliare la gamma di chi questi standard già li rispetta!
Coloro che riceveranno le licenze per uso ricreativo a novembre nello Stato di Washington potrebbero riscontrare che le regole sono flessibili e sfociare nell’uso medico, questo risulta ancora molto confuso.

Le dosi e le quantità medie comunemente utilizzate dalla popolazione di uno Stato, anche se si tratta di mercato nero, sono state stimate (approssimativamente) intorno alle 160 tonnellate l’anno e finché non ci saranno studi più precisi, questi sono i dati che abbiamo a disposizione.
Sono gli imprenditori che cercano di fare pressione sulle legislazioni oppure qualcuno cerca di sfruttare queste nuove libertà solo in vista del potenziale economico? Lo vedremo soltanto dopo la messa in atto della nuova legislazione.

Le tecniche di coltivazione saranno la prima cosa a dover cambiare. Il dipartimento federale “Health Canada” sta già cambiando direzione per quanto riguarda i coltivatori, i quali non sono più privati con licenza ma coltivatori con licenza rilasciata dal Governo, che mantiene ancora basso il numero di licenze assegnate. Venendo da un angolo buio e underground della società in cui fino a poco tempo fa tutto era illegale ma dove le grow room e gli impianti esistevano comunque, spesso si è venuti a conoscenza di problemi come incendi provocati da impianti elettrici scarsi o macchinari di bassa qualità e si è imparato così ad identificare le tecniche migliori a livello di sicurezza ed efficienza riducendo al minimo i rischi.
Il guadagno deve andare di pari passo con le spese necessarie alla produzione e il rifornimento di energia in maniera dubbia o illegale deve finire.

Nuovi standard di sicurezza e il riassetto generale di questa parte del business saranno fondamentali se la cannabis diventerà mainstream… ed è quello che sta succedendo.
Probabilmente l’unica cosa che non cambierà sono alcune filosofie personali di coloro che producono strain fin dall’inizio, i veri “Old School”, non supereranno le prove delle pratiche moderne e moriranno con i loro irriducibili inventori!

Questo succede spesso quando i processi meccanici delle grandi industrie prendono il posto delle piccole aziende artigianali e l’interesse principale diventa il profitto.
Se la cannabis è riuscita a sopravvivere fino ad ora e ad estendersi agli usi medici è solo grazie ai piccoli coltivatori che hanno rischiato e sfidato la legalità anche se in realtà si trattava solo di una pianta innocente! La nuova era è dietro l’angolo e ci aspettano camion carichi di operai e prestiti bancari per le nuove imprese.

Quando il governo federale degli USA ha annunciato la legalizzazione negli Stati di Washington e Colorado, per le istituzioni finanziarie è suonato il campanello d’allarme e si è dato il via libera agli investimenti in una parte del business che fino a quel momento si trovava affidato al mercato nero e questo è stato molto significativo!
È la testimonianza che questo enorme business sarà tolto dalle mani del crimine organizzato!

Le cose procedono velocemente e so che il futuro sarà “estremamente verde”, ma forse non come una volta! Potrebbe essere una buona cosa e forse sarà inevitabile seguire i modelli attuali dell’industria farmaceutica, del tabacco e dell’alcool.
La cannabis ha attraversato diverse epoche e stadi di comprensione nell’arco del tempo. La canapa è sempre stata considerata un importante prodotto agricolo per diversi utilizzi ed ha notevolmente aiutato l’umanità. L’uomo medio ha negato le verità relative a questa pianta bloccando il suo sviluppo negli ultimi 75 anni ma per fortuna questi tempi sono giunti al termine.

Immagina il posto più bello che tu abbia mai visitato e che finora era relativamente inesplorato: più amici inviti a visitarlo, più infrastrutture saranno necessarie per raggiungerlo. La stessa cosa riguarda la richiesta di cannabis.

Le cose devono cambiare, è nella natura del mondo vivente.
Quindi, può sembrare buono o cattivo, vantaggioso o svantaggioso, positivo o negativo ma ogni cambiamento sarà commisurato al livello d’istruzione e di comprensione!

2014-03-17 12.06.43 pm





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