2015-12-09 02.52.18 pmVenerdì 26 Maggio 2006, il quotidiano Il Giornale ha pubblicato un’intera pagina dedicata alla nostra rivista Dolce Vita. Ci sentiamo in dovere di rispondere a tale articolo con la seguente lettera aperta, dal momento che siamo vittime di superficiali, assurde accuse e della solita disinformazione che caratterizza certi media.

Partiamo dal titolo “Una rivista sugli spinelli: la testata è legale ma racconta cose illegali”. La nostra rivista si occupa di stili di vita alternativi, come riportato in copertina, tra cui la cultura della canapa (dalla coltivazione agli utilizzi terapeutici, industriali, ecc). Ne è prova l’ultimo numero da noi pubblicato (n.d.r. si fa riferimento al numero 4 di aprile/maggio 2006) composto da 52 pagine totali di cui una ventina riservate alla cannabis (pubblicità comprese) ed il resto dedicato all’attualità, news dal mondo, musica, sport, cucina, hi-tech, viaggi, curiosità, medicina alternativa, sociale e molto altro. E’ vero che gran parte degli inserzionisti pubblicitari sono ditte che lavorano nel mercato della canapa ed è anche vero che il “cuore” di Dolce Vita è questa pianta (di cui a nostro avviso se ne parla sempre troppo poco), ma definirla “rivista sugli spinelli” ci sembra a dir poco riduttivo, provocatorio e soprattutto offensivo. Non diamo “consigli sull’uso e il consumo delle droghe leggere” (come riportato nel sottotitolo) né tanto meno incitiamo i lettori a condotte vietate dalla legge.

Dolce Vita vuole informare, prevenire, proporre riflessioni, invitando tutti ad una responsabilità personale e ad un’eventuale sperimentazione consapevole. Siamo infatti contrari all’abuso di qualsiasi sostanza ma siamo anche convinti che la soluzione a determinati problemi non sia il proibizionismo. L’uso consapevole della cannabis inoltre (in tutte le sue forme ed utilizzi), non è da noi considerato un “problema” bensì un bene cio, ma dal momento che dobbiamo rispettare le leggi in vigore nel nostro paese, non ci permettiamo assolutamente di esortare i lettori a commettere reati. La possibilità che “un bambino possa andare nell’edicola sotto casa e trovarsi con Dolce Vita tra le mani”, come scrive Il Giornale, è un po’ improbabile visto che la rivista viene distribuita (per ora) in negozi specializzati e centri sociali. Se però l’ipotesi del giornalista si avverasse, non sarebbe nulla di grave: la nostra pubblicazione infatti non è diseducativa, pericolosa, volgare o negativa a differenza di molti programmi televisivi e siti internet ben più popolari.

Nonostante la libertà di parola e pensiero venga sempre meno rispettata, siamo comunque ancora liberi di esprimere le nostre perplessità e il nostro disaccordo contro quella parte di società che mette sullo stesso piano tutte le droghe, che si rincoglionisce davanti al televisore, che compra solo vestiti di marca, che fa la spesa con il paraocchi arricchendo ogni giorno multinazionali senza scrupoli, che passa i week-end nei centri commerciali, che è convinta che “non siamo andati in Iraq a fare la guerra ma a portare la pace”, ecc ecc ecc.

La nostra rivista viene letta anche da giornalisti, medici, politici, associazioni umanitarie, a volte addirittura viene portata in aula da professori universitari e non crediamo quindi che possa essere definita come semplice “rivista sugli spinelli”. I nostri lettori non sono dei fattoni sbandati il cui unico interesse è lo sballo e non per forza ci leggono per sapere come farsi meglio uno spinello.

Nella speranza che il nuovo governo si concentri per abrogare al più presto l’attuale legge sulle droghe, tanto folle quanto ipocrita, vorremmo lasciarvi con una riflessione: in Italia muoiono ogni anno oltre 50.000 persone per i danni causati dall’alcol e il tabacco e circa 500 persone per i danni causati dalle sostanze stupefacenti. Siamo sicuri quindi che esista veramente un “problema droga” o sarebbe forse il caso di concentrarsi su problemi più seri?





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