La scoperta degli oggetti nella tomba fornisce la prova più antica nel tempo del consumo di ayahuasca

Un’importante scoperta archeologica è stata realizzata in Bolivia lo scorso mese di febbraio, sebbene la notizia sia stata diffusa solo due giorni fa. Nel corso di alcuni scavi in un sito archeologico situato a un’altitudine di 3900 metri su un altopiano nella parte meridionale del paese, sono stati trovati alcuni reperti con tracce di sostanze psicoattive. Si tratta di una delle più antiche testimonianze di questo genere e la datazione al radiocarbonio effettuata dagli esperti colloca questi resti nel periodo che va dal 950 d.C al 1170 circa.

La scoperta è avvenuta in una zona nota per la presenza dell’uomo da oltre 4000 anni. In particolare è stata riportata alla luce una sacca rimasta sepolta all’interno di una tomba. Si crede che appartenesse a uno sciamano o a qualche importante membro della comunità con una vasta conoscenza delle proprietà delle piante psicoattive.

I resti di componenti attivi di varie sostanze, tra cui cocaina, DMT, harmina, benzodiazepina (BZD) e bufotenina, sono stati trovati sugli utensili contenuti in questa sacca e che servivano per elaborare, assumere e conservare tali sostanze.
Altro aspetto interessante di questa sensazionale scoperta è che, le cinque sostanze di cui è stata trovata traccia, provengono da zone del continente tra loro molto distanti, a dimostrazione del fatto che tali sostanze venivano fatte circolare in aree molto grandi e che la conoscenza botanica e fitofarmacologia era una pratica comune.

 

Gli strumenti utilizzati per trasportare, conservare e fare uso delle sostanze





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