Attraverso il Bonus Verde varato all’interno della legge di bilancio 2018, viene ufficialmente riconosciuto il beneficio che la collettività trae dagli investimenti che i privati attuano nella realizzazione di aree verdi.
Una misura attuata contro l’inquinamento e il particolato e in favore della gestione dello smog, oltre che alla possibilità di rendere le nostre città più belle.

La norma prevede la detrazione del 36% (per un massimo di 5mila euro per ogni unità immobiliare) delle spese sostenute per la “sistemazione a verde” di aree scoperte private.
Questo include terrazzi, giardini, giardini pensili, messa a dimora di piante e arbusti e recupero di aree verdi.

Fino al mese scorso erano previsti incentivi solo sugli edifici e sul verde pubblico, ma non privato. In Italia secondo gli ultimi dati ISTAT le aree adibite a verde sono solo il 2,7% del territorio dei capoluoghi di provincia. Se si osservano le situazioni delle metropoli come Roma e Milano lo spazio verde risulta essere di appena 15,9 metri quadrati per abitante nel caso della capitale e di 17,2 per il capoluogo lombardo. Ma è anche vero che a Milano il solo verde pubblico riesce a rimuovere dal 5 al 7% di particolato emesso. Se si potenziassero anche gli spazi privati?

Alberi, arbusti e prati aiutano ad abbassare la presenza di polveri sottili: la corteccia e le foglie delle piante hanno la capacità di intercettare gli inquinanti, secondo un tasso che varia in base alle caratteristiche proprie della specie. Con una pianificazione attenta si potrebbe creare una riforestazione urbana mirata sulla base degli inquinanti presenti nelle diverse aree delle città, come se ogni terrazza, giardino e balcone potesse partecipare attivamente alla regolazione dell’aria.

L’aria che respiriamo.





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