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In Kenya la riforestazione parte dal basso ed è un successo

La foresta Mirema è tornata verde grazie al lavoro di una cooperativa di volontari. Ora il governo vuole replicare l'iniziativa in tutta la nazione

riforestazione, volontari a lavoro

Sono partiti in pochi e con l’idea di fare qualcosa, qualsiasi cosa, contro la deforestazione galoppante nella loro regione, la contea di Migori, in Kenya. Alla fine hanno piantato 300mila alberi in 5 anni, la metà di quello che era stato abbattuto negli ultimi decenni. Un esempio di riforestazione che ha avuto successo.

Si chiama Community Forest Association (CFA) ed è una associazione fatta interamente di volontari.

In Kenya un tempo sorgeva la Mirema Forest, i cui alberi piantati in un sito di 800 ettari proteggevano il circondario dagli allagamenti, davano ombra, rifugio alla calura ed erano la casa di uccelli, flora e fauna. Siamo a 480 chilometri da Nairobi.

Negli anni ottanta hanno iniziato a disboscare la Mirema Forest per procacciarsi la legna da carbone. La foresta quasi scomparve e le alluvioni diventarono più frequenti e minacciose.

La rinascita della foresta grazie alla comunità di volontari

Centinaia di famiglie hanno visto l’acqua portarsi dietro ortaggi, frutta e tutto quello che avevano piantato. A volte c’era mancanza di generi alimentari per colpa di queste alluvioni. Così i residenti hanno pensato che nuovi alberi avrebbero protetto se stessi e i campi agricoli dalle esondazioni dopo le piogge.

E cosi si sono messi all’opera.

Non solo hanno piantato gli alberi, ma li hanno pure seguiti nel tempo, curandoli. Hanno iniziato dalla cima di una collina e pian piano la piantumazione si è spostata verso la pianura, a valle. Eseguono la semina vera due volte l’anno durante la stagione delle piogge e tutta la comunità partecipa. Quelli della Mirema Community Forest Association si incontrano varie volte alla settimana per decidere cosa fare: potare, piantare, togliere erbacce. Una sorta di club degli alberi. Vengono coinvolti pure i ragazzini delle scuole.

In Kenya la riforestazione parte dal basso ed è un successo
I volontari non si limitano alla piantumazione, ma si prendono cura degli alberi garantendo così il successo del piano di riforestazione

Riforestazione: un esempio da replicare in Kenya

A un certo punto l’ente forestale nazionale kenyano, il Kenya Forest Service (KFS) si è accorto dell’impegno dei residenti e ha mandato personale e risorse per aiutare e per rendere ancora più efficiente l’iniziativa. Idem la World Agroforestry (ICRAF), ente internazionale che si occupa di riforestazione, e che ha mandato risorse e aiuti tecnici. Il governo kenyano ha anche approvato delle leggi per incentivare il piantare alberi in tutto il paese.

Alcuni volontari hanno donato i propri terreni, sono nate delle cooperative di vivai, sono state piantate specie autoctone, fra cui alberi di frutta, e con alta probabilità di adattamento. Gli alberi vengono potati e sfoltiti spesso, il materiale di scarto usato per legna da ardere. Nel complesso, la conoscenza arborea e rigenerativa è diventata più profonda e meno approssimativa.

Gli alberi sono patrimonio di tutti, e tutti si sentono investiti della responsabilità di poter fare qualcosa.

Il risultato di tutto questo è che dal 2018 ad oggi sono stati piantati 300mila alberi in metà del parco, con un tasso di sopravvivenza del 70%. Il lavoro prosegue e il governo del Kenya vuole replicare l’iniziativa in altre parti del paese.

TG DV


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