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Abbiamo sempre affermato che la strada per la legalizzazione è impervia e a volte sembra addirittura impossibile da percorrere; in questo momento nonostante un numero considerevole di proposte di legge sulla legalizzazione siano state presentate in questi ultimi anni nei due rami del Parlamento, nonostante si sia costituito l’intergruppo parlamentare dando forza politica e consenso trasversale a quelle proposte elaborando un’unica stesura, nonostante si sia arrivati a discuterne alla Camera anche se per un solo giorno, nonostante siano state raccolte più di 60mila firme per la proposta di legge di iniziativa popolare a supporto del lavoro dell’intergruppo e nonostante molte autorevoli voci si siano schierate a favore di una regolamentazione della coltivazione, della distribuzione e del consumo di cannabis, da Cantone a Veronesi, dai sindaci di molti Comuni ai rappresentanti dei sindacati delle forze dell’ordine, tutto questo sta per vanificarsi a causa delle dimissioni del Presidente del Consiglio Matteo Renzi e tutto lascia supporre che non sarà certo il governo Gentiloni a voler continuare sulla strada faticosamente percorsa fino ad ora per liberare più di 5milioni di cittadini italiani dalla minaccia di procedimenti amministrativi o penali per la loro condotta non convenzionale.

Img2Siamo altresì convinti che in tutti i casi, qualsiasi fosse stato il risultato della consultazione referendaria, il dibattimento sulla proposta dell’intergruppo sarebbe andato in fondo a tutte le altre priorità che di volta in volta vengono ad interporsi per volontà governativa, siano queste relative alla riforma costituzionale, sia per un accordo su una legge elettorale o per la spartizione di poltrone nelle stanze del Potere, quel Potere che purtroppo sta ancora in mano alla finanza, alla malavita organizzata, ad un’organizzazione massonica che ha adepti a destra e a sinistra e dulcis in fundo nel condizionamento che la chiesa cattolica ha sempre esercitato e fatto pesare sulla politica e sulle scelte nazionali.

Non possiamo ritenere un incidente di percorso la strana alleanza tra PD e Lega per non inserire la legalizzazione della cannabis nella legge di bilancio come proposto da Sinistra Italiana, la vediamo piuttosto come la summa di tutte le componenti che gestiscono questo Potere e che da decenni, per interessi legati al proibizionismo o per il condizionamento culturale della componente cattolica, impedisce qualsiasi progresso in relazione ai diritti civili e alla legalizzazione della cannabis in particolar modo.

2017-02-07 10.59.34 amQuesta è in sintesi la considerazione fatta in occasione della prima assemblea dei soci del Canapa Info Point e da questa considerazione è uscita più forte che mai l’esigenza di non demordere, di trovare la forza organizzativa che ci terrà impegnati ancora per altri lunghissimi mesi, fino a quando con un governo eletto dalle scelte popolari, non si deciderà di pronunciarsi finalmente e definitivamente sul diritto di ognuno alle libere scelte e al libero arbitrio.

Il fatto che all’assemblea del CIP siano intervenute delegazioni delle sedi distaccate di Salerno, di Napoli, di Taranto, della provincia di Latina, dei Castelli Romani, di Perugia e una discreta rappresentanza di soci, ci fa ben sperare nella volontà di chi non vuole arrendersi, per trovare quella forma organizzativa che dimostrerà nei fatti e nei numeri la nostra costante presenza e determinazione.

a cura di Giancarlo Cecconi – ASCIA





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