E’ una ex hippie e combattente per la libertà che a 98 anni ha dichiarato di fumare cannabis ogni giorno della sua vita. Parliamo della Tove Manswell, la cui storia è stata di recente raccontata dal documentario “Skøn, skæv og 98” di Per Wennick, che in quasi un secolo di vita non si è fatta mancare nulla.

Ha combattuto nel movimento di resistenza, è stata hippie negli anni Sessanta ed è stata imprigionata per contrabbando di hashish in Libano. E’ stata sposata tre volte e ha girato il mondo viaggiando. Oggi, sulla sua sedia a rotelle, non rinuncia alla sua canna quotidiana.

“L’hashish è un prodotto medico che abbiamo ricevuto da nostro Signore. Perché non lo usiamo?”, si chiede candidamente lasciando interdetto l’intervistatore. “Fumo una canna ogni giorno”, continua a raccontare spiegando che: “Ottieni tranquillità e dormi bene. Perché le persone sono così isteriche?”.

Continuando il suo ragionamento Tove Manswell si chiede poi: “Perché non possono lasciare che esista Christiania?”, facendo riferimento al quartiere di Copenaghen con lo status di comunità indipendente. “Perché la polizia dovrebbe andare in giro tutto il tempo? Ci sono altre cose che sono più importanti. È del tutto inutile che ci sia sempre molta polizia là fuori”.

Poi passa a spiegare la sua visione della vita, puntualizzando che usa i social network come Facebook, Messenger, Skype e FaceTime, e “molto YouTube. Puoi ottenere tutti i tipi di musica su YouTube. Sento Rachmaninov, Ravi Shankar e molto altro”. Al fatto che non abbia mai voluto essere una casalinga, “Non mi interessa affatto. Per cucinare e pulire. Conosco altri che aspirano ogni giorno, lavano vestiti e rispolverano. No, non mi preoccupo”, fino ad arrivare ai suoi diversi lavori: “Sono stata insegnante di scuola, tagliatrice di film presso Nordisk Film e autista di taxi. Il miglior lavoro è stato quando ho insegnato inglese in Giappone e ricevevo 500 dollari all’ora. È stato divertente”.

Per chiudere racconta che: “Non rimpiango niente della mia vita. Beh, forse avrei potuto essere più dolce con i miei genitori quando erano vecchi. Mi dispiace, eravamo così arrabbiati, ma è andata così. Spero di incontrarli”. Un ultimo consiglio da non sottovalutare, per una candida signora che molti di noi vorrebbero come nonna.

 

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