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Nato per festeggiare il compleanno di Tony Rebel, il 15 gennaio, il festival è diventato un punto di riferimento musicale puntando sulla tradizione Rastafari e sulla musica Roots e Conscious. Il Rebel Salute è ital (derivato dalla parola vital, secondo l’ital food il cibo dovrebbe essere vegetariano, non processato e provenire dalla terra, ndr ) dove né alcol né carne sono venduti, così come la tradizione rasta recita. Per tutto questo è diventato l’unico a potersi fregiare della frase: “Preserva la musica Reggae”.

Da oltre dieci anni, la Crew di Reggae Revolution vi racconta grazie ai nostri inviati speciali, le due giornate di questa edizione 2015. La ricetta è un mix di Nyabinghi, Foundation con i grandi artisti del passato: molta attenzione alle nuove leve e come sempre un ospite internazionale. Quest’anno sono giunti i Third World privi dello scomparso frontman Bunny Rugs e gli Inner Circle con Chronixx ospite chiamato sul palco a sorpresa: ha spaccato. D’altra parte la caratteristica del festival è quella di dare emozioni a valanga. Soprattutto dopo tante ore di musica, alle luci dell’alba, le esibizioni forti aiutano a tener svegli fino alla fine. Questa volta sono stati chiamati a chiudere i Bobo Dread più esplosivi quali Capleton e Sizzla, ma anche Luciano e Cocoa Tea qui hanno un feeling particolare.

Lo stage del Rebel è anche un palco mediatico dove le parole hanno risonanza soprattutto se sono i grandi a proferir parola. I temi principali sono stati lo sbiancamento della pelle e la dancehall, quella sporca, che rovina il buon nome della musica. Non è mancato il forte supporto alla nuova legislazione che depenalizza la ganja con la vittoria dei rasta e il riconoscimento dell’erba dal punto di vista spirituale e soprattutto medico. Forte, fortissimo, il ricordo a John Holt: in tanti hanno interpretato una sua canzone o semplicemente salutato l’amico fraterno.
Per tutti i video e le foto v’invitiamo a visitare il portale reggae di ReggaeRevolution.it.





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