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Ribaltare la prospettiva per un rapporto sano con i cani con cui viviamo


Due educatrici cinofile ci aiutano a cambiare punto di vista nella relazione con gli animali, per creare una relazione più equa e imparare qualcosa che può essere utile anche a noi

Una ragazza in riva al lago con il suo milgiore amico cane

L’essere umano è portato a imporsi, dominare, far prevalere il suo punto di vista. Nei confronti non solo dei suoi simili – generando in questo modo molte delle drammatiche iniquità che funestano la società contemporanea – ma anche degli altri abitanti di questo Pianeta, in particolare di quelli che gli stanno più vicini e che egli ha forse un po’ superficialmente etichettato come “migliori amici dell’uomo” da tempi immemori: i cani.

Ma in un rapporto di amicizia sincero ciascuna delle due parti si relaziona con l’altra in modo simmetrico, empatico e comprensivo dei bisogni manifestati. Tuttavia, quasi mai è così nel rapporto fra esseri umani e cani ed è un vero peccato, perché da questi animali avremmo un sacco di cose da imparare.

Un esempio? I cani sono portati a vivere la loro vita con lentezza, secondo ritmi naturali, maturando ed esprimendo la loro individualità nei tempi e nelle espressioni più aderenti alla natura cui appartengono. Invece di mutuare da loro questa preziosa dote, noi li costringiamo ad accelerare e tenere un passo che non è il loro, trascinandoli in una spirale di stress finalizzato esclusivamente a soddisfare le aspettative di una società a cui non appartengono – e a cui forse, in fondo, non apparteniamo davvero neanche noi.

Allo stesso modo, sarebbe di grande giovamento – sicuramente reciproco – imparare da loro il conseguimento del benessere, inteso come la ricerca di un qualcosa che è buono, bello, nutriente; qualcosa che dà pace, che fa sorridere, che infonde energia a ognuno di noi, in maniera soggettiva. Al contrario di noi infatti, nel relazionarsi con gli umani o con altre specie, i cani non perdono mai loro stessi. Il loro sviluppo emotivo è influenzato dall’ambiente naturale in cui vivono e dagli individui di ogni specie che lo popolano.

La tendenza degli esseri umani a decidere per il cane – coerentemente con un approccio che, a partire delle espressioni linguistiche, vede il bipede come “padrone” e il quadrupede come un “possedimento” – si manifesta in innumerevoli situazioni in cui, spesso in buona fede, abbiamo la pretesa di decidere cos’è meglio per l’animale che vive con noi sulla base di criteri interpretativi umani. Questo accade ad esempio quando si deve scegliere una struttura dove lasciare il cane per qualche giorno, la meta di una vacanza in famiglia o semplicemente il gioco da fare insieme per passare qualche momento piacevole.

Se vi interessa questo approccio consapevole al mondo della cinofilia, che mira a una crescita reciproca e al ritrovamento di una relazione sana e paritetica con gli animali con cui viviamo, vi invitiamo ad approfondirlo attraverso gli interventi – che potete trovate su www.italiachecambia.org – di Sara De Santi e Sonia Signorini, educatrici cinofile, e non solo, che attraverso il loro progetto “Col resto di due”, da cui è scaturita l’omonima rubrica mensile su Italia che Cambia, invitano le persone che vivono con un cane a riflettere sulle modalità attraverso cui si relazionano con lui, affinché bipede e quadrupede diventino – stavolta sul serio – migliori amici.

a cura di Francesco Bevilacqua
Sono bolognese, giornalista, collaboro con Italia Che Cambia sin dalla nascita del progetto, di cui oggi sono caporedattore. Mi interesso di tutto ciò che riguarda il cambiamento, con particolare predilezione per nuovi modelli economici, educativi e sociali





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