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Massimo Corrado, in arte Babaman (Rho, 8 agosto 1975), dopo una lunga militanza nella scena hip hop underground milanese, nel 2000 esce la sua prima autoproduzione: tredici tracce raggruppate sotto il titolo ‘L’occhio’. Nel 2004 pubblica il suo secondo lavoro autoprodotto “Prima di partire” che contiene la hit underground “Il vizio”. L’album vede partecipazioni importanti di nomi già affermati nella scena quali Bassi Maestro e Medda. Dopo la pubblicazione dell’album, Babaman si trasferisce a Madrid avvicinandosi ancora di più al mondo del reggae e al Rastafarianesimo. Dopo circa un anno e mezzo torna in patria, come cantante raggamuffin fedele al Rastafarianesimo, firma un contratto con un’etichetta indipendente e si mette a lavorare ai nuovi progetti con la supervisione artistica di Bassi Maestro. Nel gennaio del 2006 Babaman pubblica “Fuoco sulle masse” che anticipa il vero e proprio album uscito a giugno: “Come un uragano”, album in puro stile raggamuffin conscious. A maggio del 2008 esce il disco intitolato “Dinamite”. Anche quest’album mantiene le sonorità reggae del precedente, ma aggiunge collaborazioni eccellenti tra le quali Chulito Camacho dalla Spagna, Jahlingua dal Porto Rico e Guè Pequeno mc dei Club Dogo. Nell’ottobre 2009 è la volta di un nuovo album underground, insieme all’ormai inseparabile Bassi Maestro, dal titolo ‘La Lettera B’: l’album è formato da 14 tracce dove si fondono Hip Hop e Reggae. BABAMAN, ad oggi, è uno dei principali artisti Rastafariani di musica raggamuffin / reggae / hip hop in Italia. E’ pronto per fare il grande salto e pubblicare, il 12 ottobre 2010, ‘RAGGASONICO’, un album che anticipato dal coinvolgente singolo “Bomboclat”, potenzialmente in grado di consacrarlo come di uno degli artisti più seguiti e apprezzati nel genere e non.

Parlaci un po’ del tuo nuovo disco Raggasonico. Ispirazioni, collaborazioni…
“Raggasonico” è il frutto dei miei ultimi viaggi e delle mie ultime riflessioni, sicuramente rappresenta uno step successivo in quanto a maturità artistica/personale. Ho studiato molto e continuo a studiare sempre per migliorare ed essere al passo con la Giamaica (terra dei maestri del reggae) dove più volte all’anno mi reco con lo scopo appunto di migliorare il mio stile. Sono molto soddisfatto di questo nuovo lavoro che personalmente vedo come un prodotto valido e attuale nel suo genere. Il resto lo lascio giudicare agli altri.

Il reggae è soprattutto una musica spirituale che va al di là delle semplici vibrazioni musicali, è anche una ricerca di qualcosa di più sottile che va al di sopra di noi. Come vivi questa dimensione di spiritualità?
Io penso che la musica sia espressione dell’anima, in quanto tale, la vedo strettamente legata alla parte spirituale di ogni persona. Vivo la musica come un dono di Jah Rastafari, Lui mi ha dato un compito e mi riempie il cuore di gioia portare a termine questa missione, diffondere il Suo verbo e fare stare bene la gente.

So che sei fedele al Rastafarianesimo, hai voglia di spiegarci le motivazioni che ti hanno portato a questa “conversione”? Ci spieghi un po cosa vuole dire essere un rastafariano?
Si, sono Rastafariano da quasi dieci anni ormai…Le motivazioni? Una sola la FEDE, quella non la posso spiegare…Arriva e basta. Non puoi far finta di niente…Jah ha mandato i Suoi angeli a dare le risposte ai miei quesiti. In Spagna conobbi dei fratelli Nyahbinghi che mi indottrinarono, appena rientrato in Italia presi contatto con altri fratelli con i quali continuai, Bibbia alla mano, il mio “catechismo rastafariano” cancellando la mia ignoranza in materia…subito dopo venne la Fede. Essere un rastafariano significa accettare Sua Maestà Imperiale Hailè Sellassie I come Unico Dio, Cristo tornato per giudicare prima della fine di tutto. Il rastafarianesimo è una religione non uno stile di vita pseudo “fricchettone”. Il rasta segue l’esempio di Sua Maestà Rastafari, cura la propria igiene personale e il modo di esprimersi seguendo sempre la Legge riportata dalla Sacra Bibbia. Non c’è nessun obbligo di avere le trecce, quello è un voto FACOLTATIVO. Si chiama voto di Nazireato (Numeri 6,1-21), il NAZIREO non può bere alcool ne avere contatti con cadaveri e deve lasciarsi crescere i capelli. Normalmente il voto è temporaneo, allo scadere del tempo prescritto ci si taglia i capelli e li si brucia in sacrificio a Jah. Io non ho fatto il voto. Non è un obbligo fare uso di canapa, l’uso deriva dal fatto che la pianta veniva storicamente, utilizzata dal popolo di Israele come incenso all’interno del Tempio per le sue proprietà meditative. Alcuni rastafariani ne fanno uso altri no, non è un dogma. Non conta avere le trecce che strisciano terra e fumare canne come pazzi per essere un rasta, questa è l’immagine superficiale e ignorante che noi rasta non amiamo cucita addosso, ci dissociamo da questi LUOGHI COMUNI. Troppa disinformazione e ignoranza al riguardo. Per chi fosse interessato ,potete visitare www.rastafari-regna.com un sito attendibile e serio curato dai fratelli dell’Associazione Permanente Rastafariani in Italia (A.P.R.I.).

Questo numero di Dolce Vita tratta come argomento il RITORNO ALLA NATURA, la necessità dell’uomo di riavvicinarsi alla natura per riscoprire determinati valori che si stanno perdendo e per salvare il pianeta terra dai disastri ambientali. Tu cosa ne pensi a riguardo?
Penso che gli animali hanno vinto e sono loro la razza superiore, noi ci stiamo autodistruggendo a causa dell’istinto di prevalere su altri uomini. Gli animali vivono in armonia con il mondo noi no, il libero arbitrio ci ha fregato quasi tutti. Tentare di essere Dio significa avere il diavolo dentro…questo è quello che vedo, un mondo malato che rifiuta Dio e si sostituisce a Lui.

So che l’album tratta temi di grande attualità come religione, società attuale e droga… e visto che noi siamo una rivista attenta anche a temi antiproibizionisti ti chiedo cosa ne pensi della legge Fini/Giovanardi che vuole l’ abolizione di ogni distinzione tra droghe leggere, quali la cannabis, e droghe pesanti, quali eroina o cocaina?
Tutti sanno come la penso…la mia lotta personale dura da anni ormai… Ma credo di aver capito sai? Mi sa tanto che se lo stato non riesce ad annientare le varie camorra , mafia ecc un motivo ci sarà no? Su facebook qualche giorno fa lessi di un gruppo intitolato “Lo stato arresta i delinquenti perché odia la concorrenza” mi sono fatto una risata…ma sentendo le notizie al tg c’è ben poco da ridere. E della storia del test a sorpresa delle Iene fatto in parlamento? Ne vogliamo parlare? E delle statistiche di consumo della canapa in Italia ne vogliamo parlare? Ma che ne parliamo a fare???? Che non è giusto proibire una pianta che non uccide, tossica quanto il caffè e con diverse indicazioni per uso terapeutico (glaucoma, inappetenza, asma) lo sanno anche i non fumatori di canapa, lo sanno anche i muri che non è giusto! I fumatori di canapa non sono delinquenti. Quindi perché farci venire il sangue amaro? Sarebbe da legalizzare ma nessuno ,a parte i cittadini, ha interesse che ciò accada, anzi forse a qualcuno preme l’esatto contrario…chi lo sa?
Possiamo solo sperare che i cambi di generazione portino una ventata di aria fresca nella politica italiana e che si possa far luce su una questione ormai vecchia. Il proibizionismo c’è da tanto e il traffico non si è fermato, appena proibita la canapa ha avuto il suo boom di consumi, il proibizionismo ha fallito questo è agli occhi di tutti.

Come ultima domanda ti chiediamo di dare un suggerimento ai nostri lettori-coltivatori, ma soprattutto a tutti gli antiproibizionisti d’Italia, su come muoversi in quest’ondata di repressione e proibizionismo.
INDOOR RAGAZZI!!!! Consiglio di non esagerare con L’AZOTO e il POTASSIO in crescita e fioritura…ne risente l’aroma…hehehe. E poi per il resto so che i lettori di Dolce Vita ne sanno…hehehe sono gente sveglia! Un abbraccio a Dolcevita e a tutti i lettori! Grazie ragazzi vi auguro un raccolto prosperoso!
BABAMAN alias IRIEMAN alias URAGANO
Check: www.myspace.com/uraganobabaman

a cura di Martina

 





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