Il 2019 è iniziato con una buona notizia, lo slittamento dell’apertura di Sea Life, l’acquario di Roma. Il suo destino è in mano al Tribunale Fallimentare di Roma. Le banche non erogano più fondi a Mare Nostrum Roma, la ditta che sta costruendo l’acquario. Il dilatamento dei lavori, iniziati nel 2011, ha reso la struttura costruita non conforme alle nuove normative antisismiche, pertanto, la società ha chiesto «di essere ammessa alla procedura di concordato preventivo in continuità, per ottenere un accordo di risanamento con il Tribunale e i creditori al fine di evitare il fallimento».

Un acquario non è diverso da un circo, uno zoo o un parco acquatico. È una prigione, con mura di plexiglass o vetro, che detiene migliaia di creature marine. A gennaio ricade anche l’anniversario della morte di Tilikum, l’orca diventata emblema mondiale della cattività, nota, suo malgrado, per aver ucciso tre persone. Come non biasimarla! Per 34 anni, dall’età di due anni, è stata maltrattata, umiliata, reclusa, schiavizzata, isolata, percossa, privata della libertà. Impossibile non rivolgere un pensiero a lei e a tutti gli animali in cattività, reclusi nei parchi acquatici, nei circhi e negli zoo che attirano famiglie, organizzando degli eventi a tema. Non giriamoci intorno, se c’è domanda, c’è offerta, è una semplice regola di mercato, pertanto, se queste prigioni autorizzate ancora esistono, è perché noi continuiamo a portarci i nostri bambini.

Eppure, oggi, rispetto a qualche anno fa, vengono continuamente pubblicati video che denunciano maltrattamenti e abusi. A fine novembre, è stata divulgata da un giornale locale indipendente, Novaya Gazeta, una notizia che ha fatto il giro del mondo. Grazie a un drone, è stato scoperto un luogo degli orrori in una baia vicino a Nakhodka, in Russia: un puzzle nel mare fatto da tante piccole celle a cielo aperto, dove sono detenute illegalmente circa 11 orche e 90 balene beluga. Le autorità competenti stanno indagando per capire se i cetacei fossero destinati al mercato cinese. Già, nel 2017, le forze dell’ordine russe arrestarono Lev Bocharov, Direttore del centro TINRO Centre (Office of the Federal State Budget Scientific Institution), per aver venduto ed esportato illegalmente orche e balene beluga ai parchi acquatici cinesi.

Rimanendo a casa nostra, in Italia, il 5 gennaio, i carabinieri forestali hanno denunciato la proprietaria del Circo Davide Orfei, per detenzione di una giraffa, due zebre e alcuni cammelli «in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze»; gli animali dimoravano all’aperto, su un piazzale asfaltato, che al momento del blitz era ghiacciato. Il termometro segnava una temperatura di zero gradi, mentre, come si legge nelle linee guida della Commissione Scientifica CITES del Ministero dell’Ambiente, la temperatura non può scendere al di sotto dei 12 gradi per gli animali esotici.

Personalmente, ritengo, che sia maltrattamento far vivere una giraffa, un elefante, un leone, un delfino, ecc., in un luogo che non sia la loro casa, indipendentemente dalle condizioni che noi umani gli offriamo. Nessun cappottino o luogo riscaldato può avallare la cattività e non sollevare gravi dubbi in termini di etica. Nei parchi acquatici, negli zoo, nei circhi, gli animali diventano delle caricature snaturate che non hanno più niente in comune con gli animali selvatici. La deprivazione sensoriale, sociale e affettiva riduce drasticamente la loro qualità e aspettativa di vita. Le gabbie, in ferro o cemento, in acqua o in terra, imprigionano gli animali e le loro emozioni.





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