C’è chi l’ha definito il Jules Verne 2.0 perché (anche) il suo giro del mondo ha ispirato tantissimi che ne hanno seguito le orme. Carlo Taglia, torinese, non ha ancora quarant’anni, quindi i tantissimi km che ha percorso, raccontandoli nei suoi libri “Vagamondo”, non sono definitivi: aumenteranno.

Però, dopo aver attraversato oltre 60 nazioni, si è preso del tempo per tornare alle origini e raccogliere in “Quel primo passo”, ultimo libro autopubblicato su Amazon, le idee attorno al passato: «Nel 2005, appena ventenne, ho dovuto mettermi sulla strada per rimediare a un forte malessere autodistruttivo che stava devastando la mia vita. Da quel primo passo è iniziata una straordinaria evoluzione che è diventata il senso della mia vita».

Da allora la sua missione è diffondere il viaggio come medicina dell’anima, come spiega lui stesso: «Cerco di avvicinarmi a chi vive tenebre simili a quelle del mio passato, per trascinarli qui fuori, a respirare un po’ di armonia e amore per la vita». In questa cruda autobiografia Taglia racconta come è riuscito ad arrivare a compiere quel tanto agognato passo per uscire da un buco nero adolescenziale fatto di tossicodipendenza, violenza e criminalità. Descrive l’abisso di rabbia e inquietudine in cui si trovava affinché conoscendo già il suo personale lieto fine ciascuno comprenda che venirne fuori è possibile.





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