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L’idea del quartiere produttivo: lavoro, cibo e servizi a km 0

Sarà realizzato in Germania mettendo in pratica i principi dell'economia circolare. Alla base la volontà di ridare vita ai quartieri

quartiere produttivo

Si tratta di un’idea proposta dallo studio di architetti tedesco JOTT, vincitore di un concorso per la progettazione di un nuovo quartiere della città di Winnenden. Il piano del quartiere produttivo sviluppato dalla firma di Francoforte sul Meno, che sarà presentato alla IBA27 – mostra di architettura internazionale che si terrà a Stoccarda nel 2027 –, non è certo quello di un quartiere come gli altri.

Una volta completato, i visitatori del nuovo distretto di JOTT troveranno una serie di spazi di lavoro – capannoni industriali, cantieri e officine artigiane, uffici, spazi di lavoro condivisi, laboratori e studi – costruiti in sette blocchi ad uso misto con cortili interni. Intorno a questi si intrecceranno piazze pubbliche, prati e campi da gioco.

Diversi spazi saranno poi adibiti alla fornitura di servizi fondamentali per la vita di quartiere, come strutture per l’infanzia, luoghi per il tempo libero e persino orti urbani sui tetti degli edifici.

L’obiettivo degli architetti tedeschi è quello di creare un’intera città produttiva e allo stesso tempo sostenibile dove le persone che ci lavorano dovrebbero essere in grado di vivere e prosperare lì.

Il progetto rappresenta un ennesimo passo verso lo sviluppo concreto del modello dell’economia circolare.

Reintrodurre complessi produttivi nei quartieri cittadini ha, infatti, diversi vantaggi. Riduce notevolmente la distanza per le consegne dei beni, consegne che possono, inoltre, essere svolte tramite mezzi ecosostenibili, promuove la nascita di officine e centri di riparazione ma, soprattutto, rende una città interessante.

ALTRI ESEMPI DI QUARTIERE PRODUTTIVO NEL MONDO

Non è la prima volta però che si parla di città produttive. In passato, diverse compagnie hanno avanzato l’idea di spostare i propri centri produttivi nelle città. Prima tra queste, ad esempio, è stata la Guinness, che recentemente affermato di voler aprire un birrificio vicino a Covent Garden, uno dei più famosi quartieri di Londra.

L’idea è stata già ripresa anche in diverse città. A Rotterdam, un intero distretto, il Market District, è stato dedicato all’attività produttiva locale, e anche negli Stati Uniti d’America, I Makerhoods di Newark offrono agli abitanti del New Jersey l’opportunità di osservare in maniera diretta i processi produttivi di diverse piccole e medie imprese locali.

Qualora questo tipo di visione prendesse piede, le città produttive rappresenterebbero in tutto e per tutto un’alternativa eco-sostenibile agli attuali modelli industriali.

L'idea del quartiere produttivo: lavoro, cibo e servizi a km 0

 

TG DV


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