Gli oli essenziali rappresentano un trattamento topico antisettico naturale ed efficace che potrebbero essere usati con successo contro nuovi ceppi resistenti agli antibiotici e nel trattamento di infezioni e malattie della pelle.
La pianta di cannabis è nota da tempo per contenere una serie di sostanze con proprietà antibatteriche all’interno delle sue foglie, inflorescenze e radici. Analizzando diverse pubblicazioni scientifiche emergono quattro principali “famiglie” di molecole a cui attribuire questi effetti: i cannabinoidi, i polifenoli, i terpeni e gli alcaloidi.

Cannabinoidi
Tutti e cinque i principali cannabinoidi, cannabidiolo (CBD), Δ9-tetraidrocannabinolo (THC) cannabicromene (CBC), cannabigerolo (CBG) e cannabinolo (CBN) mostrano una potente attività antibatterica contro una varietà di Staphylococcus aureus resistente alla meticillina, specie di rilevanza clinica data la mancanza di un antibiotico specifico. Ulteriori indagini hanno evidenziato che il pre-cannabidiolo o acido cannabidiolico (CBDa) è un potente antibiotico.
Il meccanismo d’azione dei cannabinoidi è ancora incerto, ma sappiamo che questo tipo di molecole non utilizzano i comuni meccanismi antibatterici, e questo li rende attraenti per ottenere nuovi sistemi battericidi.

Polifenoli

Dall’estrazione di foglie di cannabis vengono isolati diversi composti della famiglia dei polifenoli, una classe di molecole che presenta una potente attività antiossidante e antimicrobica contro alcune specie batteriche come Stafilococcus aureus, Pseudomonas aeruginosa e Candida albicans.
Si evidenzia che i microrganismi Gram(+), noti per essere responsabili di alcune patogenesi nel tratto gastrointestinale umano, sono più sensibili agli estratti di cannabis rispetto alle specie Gram(-); ciò è dovuto alla presenza di una membrana esterna più robusta costituita da lipopolisaccaridi nelle specie Gram(-).

Terpeni
Dalla distillazione a vapore delle inflorescenze vengono ottenuti degli oli essenziali dall’alto contenuto in terpeni, la maggior parte dei quali sesquiterpeni (28 molecole) tra cui il beta-cariofillene e l’alfa-humulene. Il beta-cariofillene è particolarmente concentrato nell’olio essenziale di canapa e ha dimostrato di essere coinvolto in alcuni meccanismi che riducono l’infiammazione dei tessuti. Mircene, alfa-pinene e beta-pinene sono invece i principali composti tra i monoterpeni. In particolare, l’alfa-pinene è estremamente efficace contro ceppi batterici Gram(+) e Gram(-). Infine, il terpinolene è un costituente monoterpico trovato soprattutto nelle specie di Futura75, caratterizzato da una buona attività antifungina contro varie specie patogene tra cui i clostridi.
Per quanto riguarda i batteri Gram (+) gli oli essenziali portano ad un controllo efficace delle specie Enterococcus hirae, Enterococcus faecium e S. salivarius subsp. thermophilus.

Alcaloidi
Dall’estrazione delle foglie e radici con solventi organici si isolano diversi composti appartenenti alla famiglia degli alcaloidi, molecole dal riconosciuto potenziale biologico tra cui cannabisativina, anidrocannabisativine, colina, neurina, muscarina, ordenina e trigonellina. Questi hanno il potenziale per essere usati come un farmaco per trattare diverse infezioni con risultati equiparabili al cloramfenicolo e alla tetraciclina, due battericidi ampiamente utilizzati.

Risultano efficaci per controllare i batteri Gram(+) della bocca come streptococchi e stafilococchi. Specie di streptococco come S.mutans, S.sorbrinus e S.sanguis sono ampiamente presenti in bocca ed è noto che queste specie causano la carie producendo acido lattico. Le specie di streptococco sono responsabili del mal di gola, scarlattina, febbre reumatica, sindrome da shock tossico. Sebbene questa classe di composti possiede un’interessante attività biologica, non vi sono molte informazioni sul profilo farmacologico degli alcaloidi della Cannabis.

Poiché l’effetto delle interazioni tra i singoli componenti è una questione tutt’altro che compresa, gli effetti e i meccanismi biologici possono essere compresi solo limitativamente. Queste molecole, cannabinoidi, flavonoidi, terpeni e alcaloidi, trovati nelle diverse parti della cannabis rimangono efficaci strumenti per trattare infezioni causate da un vasto numero di specie batteriche.

Preparazioni a base di cannabis potrebbero essere usate per trattare infezioni specifiche o in combinazione con gli antibiotici convenzionali, la loro azione combinata potrebbe potenziare l’effetto curativo e, dato che utilizzano meccanismi d’azione alternativi ai farmaci convenzionali, potrebbero dare ottimi risultati nel trattamento dei ceppi farmaco resistenti.

 

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