2016-09-20-10-46-56-amIN BREVE
Non è possibile che un calciatore (mediocre, tra l’altro) guadagni 40mila euro al giorno per prendere a calci un pallone con delle scarpe prodotte da una persona che lavorando 55 ore a settimana in condizioni quasi disumane, percepisce 2mila euro l’anno.

Non è possibile che lo stipendio annuale di un manager valga 225 anni di lavoro di un dipendente.

Non è possibile che l’1% della popolazione sia più ricco del resto del mondo. Eppure è così.

Una società così disequilibrata è una società fallita, destinata ad andare sempre peggio. È necessario ridurre la disuguaglianza, altrimenti presto o tardi il nostro sistema collasserà.

La mia proposta è un reddito massimo universale con il quale limitare le ricchezze che può possedere una singola persona.

NEL DETTAGLIO
Le disuguaglianze economiche provocano naturalmente disuguaglianze sociali. Le disuguaglianze sociali, alla lunga, fanno crollare il sistema. È un’equazione elementare.

Secondo i nativi americani (che ritengo una delle civiltà più evolute mai esistite sul nostro pianeta), il modo ideale di vivere per gli esseri umani è in gruppi di pari, abbastanza piccoli, in modo che tutti si conoscano e si accudiscano a vicenda. Oggi è l’esatto opposto: viviamo in megalopoli di milioni di abitanti dove nessuno si conosce.

E la nostra è una società basata su competizione e individualismo.

Negli ultimi anni si è sentito parlare spesso del reddito di cittadinanza o reddito base o reddito minimo: una erogazione monetaria, a intervallo di tempo regolare, distribuita a tutti coloro dotati di cittadinanza e di residenza in grado di consentire una vita minima dignitosa, indipendentemente dall’attività lavorativa effettuata, dalla nazionalità, dal sesso, dal credo religioso e dalla posizione sociale ed erogato durante tutta la vita del soggetto (definizione da Wikipedia).

In molti paesi europei sono già operativi aiuti sociali di questo tipo, dal Belgio, all’Olanda, dall’Austria alla Norvegia, dalla Germania all’Inghilterra alla Francia e così via. In Italia il M5S lo propone da tempo e inevitabilmente, nel giro di qualche anno, sarà messo in atto.

Personalmente ritengo che un paese evoluto e civilizzato (come quello che ci vantiamo di essere), debba prevedere un sostegno simile per consentire appunto, che tutti i suoi cittadini abbiano una vita dignitosa.

Ma questo post vuole andare oltre e proporre appunto, un reddito massimo. Perché senza un limite tale, resteranno sempre irrisolti una marea di problemi dell’umanità che sono conseguenza della sempre più grande disuguaglianza tra ricchi e poveri.

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Non sono un economista né un politico (grazie al cielo!), quindi non saprei indicare né la cifra di questo ipotetico “tetto di guadagni”, né tanto meno come attuare questa proposta. Non è compito mio. Ciò che propongo è una follia? A me sembra molto più folle il sistema in cui viviamo e le cifre che ho riassunto a inizio post.

A futura memoria.





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