Un giovane reporter che stava seguendo lo sgombero della foresta di Hambach, in Germania Ovest, ha perso la vita a seguito di una caduta da un ponte sospeso tra due case sugli alberi a 15 metri d’altezza.

La polizia, che ha confermato la morte del ragazzo, ha negato che sia avvenuta durante un intervento delle forze speciali tedesche SEK impegnate nell’operazione.

Si tratta della prima vittima legata a una vicenda che sta diventando un simbolo di resistenza contro la politica energetica basata sul carbone, il combustibile fossile più sporco.

La foresta di Hambach, infatti, è da giorni meta di attivisti che stanno tentando di ostacolare il disboscamento da parte del colosso energetico Rwe interessato all’allargamento della miniera di lignite.

«Ci stiamo battendo per gli obiettivi sul clima a livello globale e nell’interesse del futuro di tutti», ha spiegato uno degli attivisti di Hambach. Nel corso di una conferenza stampa i militanti hanno chiesto che il governo tedesco «si impegni subito» con misure concrete a favore del clima.

Le operazioni della polizia sono iniziate il 13 settembre. I manifestanti ecologisti oppongono una resistenza passiva alle manovre delle forze dell’ordine: gli attivisti sono appollaiati su alberi alti circa 25 metri, e portarli via, in modo sicuro, per le forze dell’ordine è impresa complicata.

Ha creato molto scalpore in Germania il video che inchioda svariati poliziotti mentre picchiano i manifestanti.

Pronta una petizione firmata da 500.000 cittadini per chiedere al governo del Land di intervenire e salvare la foresta.

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