cannabis indoor

Strain: Purple Afghan Kush/California Hash Plant/OG Kush
Seeds Bank: Dinafem Seed

Come molti di voi, anch’io, fino a poco tempo fa, avevo avuto esperienze di coltivazione solamente in outdoor; fortunatamente quest’anno sono finalmente riuscito ad organizzarmi per allestire una coltivazione indoor. Trattandosi della mia prima esperienza indoor, ho deciso di non farmi mancare niente e di partecipare al grow contest organizzato dal forum di Enjoint e da Dinafem.

SETUP
Growbox: Cultibox Light 100x100x200.
Lampade: CFL Agro da 125W per i primi giorni, MH SunMaster CoolDeluxe da 250W per la fase vegetativa e HPS SunMaster Super da 400W per la fioritura.
Riflettore: Stuco standard per la CFL, Adjust-A-Wing con Cooltube per le lampade da 250 e da 400W.
Ballast: elettronico Sonlight DIM 150/250/400W.
Controllo aria: estrattore Prima Klima 125 cm (220-260 m³/h), aspiratore assiale 125cm (190 m³/h), filtro ai carboni attivi OdorSok 125 cm, ventola assiale da 120 sulla lampada e due ventilatori a clip.
Umidificatore: a ultrasuoni da 1 litro.
Vasi: Jiffy cocco per semina, poi vasi in plastica da 1,4 fino a 11 litri.
Substrato: terriccio Plagron Lightmix con aggiunta di cocco e perlite.
Fertilizzanti: BioBizz Grow, Bloom e TopMax, Aptus regulator, Startbooster, Humus, agrobacterias Bactohemp, Advance Hydroponic root bio, correttore di pH.
 Controller digitale pH e tester TDS/EC.

GERMINAZIONE E SEMINA
Ho scelto di far germinare i semi nei dischetti di cocco Jiffy, in modo da poterli spostare direttamente nei vasi una volta avvenuta l’emergenza del germoglio; ho quindi preparato i dischetti un giorno prima della semina, bagnandoli e poi strizzandoli in modo da non lasciarli pieni d’acqua ma abbastanza umidi da favorire la germinazione. Ho messo i semi nei dischetti di cocco e ho mantenuto il substrato umido durante i primissimi giorni.

Dopo soltanto 3 giorni dalla semina ho potuto notare che le piante avevano già iniziato ad emergere, ho quindi proceduto a spostarli nei vasi da 1,4 litri, preparati con terriccio Plagron LightMix a cui ho aggiunto perlite e cocco per favorire lo sviluppo radicale. Durante questa fase iniziale, ho utilizzato la CFL Agro da 125W con un fotoperiodo di 24/0, che ho poi ridotto gradualmente fino a 20/4 e poi 18/6 sottraendo ogni giorno 1 ora di luce al fotoperiodo fino a guadagnarne 6 di buio.

CRESCITA VEGETATIVA
Dopo una settimana ho deciso di sostituire la CFL, ormai insufficiente per evitare l’eccessivo stiramento delle giovani piantine, con una MH da 250W e con il fotoperiodo stabile a 18/6 durante tutta la fase di crescita vegetativa. Per compensare lo stiramento ho aggiunto altra terra ai vasi e utilizzato dei paletti di legno per sostenere le piante; fortunatamente sono bastati un paio di giorni sotto alla nuova lampada per bloccare lo stiramento e stimolare lo sviluppo orizzontale. Durante questa fase ho irrigato con acqua a pH 6.2 e Startbooster. Per avvicinare la lampada alle piante e guadagnare qualche lumen, ho fatto una modifica al growbox costruendo una base in MDF che poggiasse sulla struttura, con un foro da 12,9cm in modo da appoggiarvi l’estrattore centrifugo e poterlo collegare col tubo fonoassorbente al Cooltube. Con questa configurazione la temperatura non ha superato i 25° anche con la lampada a 25cm dalle piante.

Con 2 settimane di vita, appena ho visto spuntare le prime radici dal fondo dei vasetti da 1,4 litri, ho eseguito il primo travaso nei vasi intermedi da 3,6 litri e ho iniziato a somministrare alle piante mezzo cucchiaino di Bactohemp diluito in 1 litro d’acqua. Ho avvicinato la lampada di altri 5cm alle piante e proseguito anche la stimolazione con Aptus regulator e Startbooster.
Durante queste prime fasi ho notato una differenza notevole tra le due lampade: la penetrazione della luce della lampada MH è molto superiore quella della CFL.

Durante la terza e la quarta settimana ho avuto alcuni problemi con i timer digitali, per cui le piante hanno sofferto alcuni sbalzi; purtroppo tutti questi stress hanno rallentato la crescita delle piante. Comunque una volta sostituiti i timer e impostato nuovamente il fotoperiodo, ho iniziato ad integrare l’irrigazione con il BioHeaven (pH 6.5 EC 0.538).

Dopo poco meno di un mese dall’emersione ho deciso di provare a fare una potatura tipo FIM, a cui però le piante non hanno risposto, allora ho provato un normale taglio TOP su due delle sette piante. Questa volta fortunatamente ha funzionato come previsto e, anche per compensare i rallentamenti dovuti ai diversi tagli, ho iniziato a fertirrigare con l’aggiunta di BioGrow e Alg-A-Mic a pH 6.6 ed EC 1.008.

La settimana successiva al FIM e al TOP ho proceduto con l’ultimo travaso nei vasi da 11 litri, preparati questa volta con LightMix, perlite e humus. Dopo il travaso le piante hanno iniziato subito a diventare molto più frondose e quindi ho optato per fare delle legature tipo LST in modo da permettere anche alle cime centrale di ricevere tutta la luce possibile. Con circa due mesi di vita e un’altezza di quasi 60cm ho deciso di procedere con lo switch per indurre la fioritura.

coltivazione cannabis indoor

FIORITURA
Una volta portato il fotoperiodo a 12/12 le piante hanno iniziato ad entrare in fioritura, perdendo alcune foglie nella parte inferiore e sviluppando nuovi getti in quella superiore. Ho aggiunto un ventilatore oscillante nella parte bassa per far circolare meglio l’aria e un ventilatore a clip nella parte alta. Durante le prime due settimane di fioritura ho comunque mantenuto la lampada MH da 400W, sostituendola con l’HPS a 400W solamente a partire dalla terza settimana di fioritura.

Dopo il primo mese di fioritura, con fertirrigazione alternata, ho notato alcuni ingiallimenti fogliari e cadute, che inizialmente ho attribuito a una carenza di fosforo, ma che nel tempo è diventata più simile a una carenza di potassio. Non riuscendo ad individuare con certezza la causa della carenza ho deciso di procedere con un flush radicale per stabilizzare il pH ed eliminare i nutrienti in eccesso nel terreno. Una volta eseguito il flush ho aspettato un paio di giorni che il substrato si asciugasse per iniziare a somministrare enzimi. Quattro giorni dopo il flush la carenza si è fermata, segno che il rimedio d’emergenza ha funzionato.

Dopo 62 giorni dallo switch e 56 giorni dalla comparsa effettiva dei fiori, le piante erano davvero belle con cime compatte e odore penetrante.

Ho quindi deciso di procedere con l’ultimo flush generale, irrigandole poi solo con acqua durante gli ultimi 10 giorni e controllando spesso la colorazione dei tricomi con un microscopio per poter raccogliere i fiori nel punto di maturazione che preferisco.

a cura di Snow41
Report tratto dal forum di enjoint.com

ATTENZIONE: LE INFORMAZIONI CONTENUTE IN QUESTO ARTICOLO NON INTENDONO IN ALCUN MODO ISTIGARE INDURRE OD ESORTARE L’ATTUAZIONE DI CONDOTTE VIETATE DALLA LEGGE VIGENTE. RICORDIAMO AI LETTORI CHE IL POSSESSO E LA COLTIVAZIONE DI CANNABIS AD ALTO CONTENUTO DI THC SONO VIETATE, SALVO SPECIFICA AUTORIZZAZIONE. È CONSENTITA LA COLTIVAZIONE DI ALCUNE VARIETÀ DI CANNABIS SATIVA AI SENSI DEL REGOLAMENTO CE 1251/1999 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI. LE INFORMAZIONI CONTENUTE SONO DA INTENDERSI ESCLUSIVAMENTE AI FINI DI UNA PIÙ COMPLETA CULTURA GENERALE. L’AUTORE E LA REDAZIONE NON SI ASSUMONO NESSUNA RESPONSABILITÀ PER UN USO IMPROPRIO E ILLEGALE DELLE INFORMAZIONI.




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