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Potature: da dove iniziare?

Topping, fimming, lollipopping, defogliazione, low stress training sono alcune delle tecniche di potatura più conosciute e utilizzate nella coltivazione di cannabis, vediamo come sceglierle

Coltivazione di cannabis

Le tecniche di potatura sono tante, alcune semplici da praticare, altre richiedono più accortezza e vari interventi sulla pianta e sicuramente troverete tantissime informazioni tra libri, articoli online e video che illustrano come effettuarle. Prima però di scegliere una tecnica piuttosto che un’altra o provarle tutte dobbiamo porci alcune domande: perché potare in un determinato modo e in momenti ben precisi? Come voglio che si sviluppi la pianta?

La chiave è capire come potare affinché la pianta sviluppi struttura, altezza e ramificazioni, che più si adattano al nostro spazio, tenendo conto della genetica, con il fine di ottimizzare la produzione e la qualità delle cime.

La maggior parte di noi coltiva indoor in spazi ristretti (box o piccola stanza) e in condizioni non perfette, per via dalla necessità di nascondere la coltivazione. È importante tener presente che determinati parametri come la temperatura dell’ambiente, i watt delle lampade o la distanza delle luci dalle piante sono indispensabili, e se non li rispettiamo non otterremo mai la qualità e la produzione sperate.

Conoscere come tende a svilupparsi il fenotipo che andremo a coltivare è importante e condiziona anche la scelta della potatura. Se la pianta crescerà molto in altezza per esempio, dovrò potare in modo da non ritrovarmi con le cime più alte bruciate perché troppo vicine alla luce.

In ogni caso, a mio avviso, sia se stiamo coltivando partendo da seme e quindi con una struttura più simmetrica e regolare, sia se utilizziamo delle talee, una delle potature principali è il cosiddetto taglio della testa. Se vogliamo che la nostra pianta sviluppi più rami, evitando di avere una struttura scarna sui lati che penalizza le cime più basse, dobbiamo effettuare la potatura apicale. La scelta tra topping o fimming avverrà sul momento osservando la pianta: se notiamo che lo spazio internodale è più ampio del dovuto andremo a tagliare di netto la parte che ha “stretchato”, se invece gli internodi sono già molto vicini opteremo per il FIM.

Se l’obiettivo è coltivare piante piccole o di media grandezza, la cimatura va praticata quando la pianta è ancora molto piccola (2°o 3° internodo, 15cm circa) in modo che si dirami prima che il tronco principale si allunghi troppo.

Diverso sarà se coltiviamo piante molto grandi, soprattutto outdoor, perché taglieremo la testa più tardi in modo che la pianta sviluppi un tronco più grande a sostegno della struttura più alta.

Le potature delle teste avviene sempre nella prima parte del ciclo, quando la pianta è ancora piccola e serve per impostare la struttura, mentre le potature della parte bassa della pianta è meglio farle intorno alla fine della prima settimana di fioritura visto che fino al ventesimo giorno la pianta continua a crescere. Potando al momento giusto eviteremo di ripetere l’operazione più volte. Anche se decidessimo di non effettuare nessuna cimatura, la potatura della parte bassa resta indispensabile perché la pianta concentri le energie sulle cime principali e per evitare che crescano cime inconsistenti nella parte bassa dove arriverebbe meno luce.

Imparare quando e come potare è alla base di una buona produzione e anche se piante enormi, alte e rigogliose, emozionano tutti, il consiglio è quello di lasciare “gli alberi” di cannabis a chi è esperto e coltivare piante più piccole, ma sane e ben strutturate.

Far crescere tanto una pianta richiede un’abilità non indifferente nel potare e nel coltivare. Una pianta gigante necessita di una fase vegetativa molto lunga, svilupperà un tronco legnoso e non sarà facile potarla, e soprattutto non sarà facile mantenere in salute un apparato radicale grande per molto tempo. Più grande è la pianta, più lungo sarà il ciclo, più probabilità avremo di commettere errori.

 a cura di Hilde Cinnamon
Grower residente a Barcellona. Ha un cultivo, un’associazione cannabica e una selezione di genetiche più che rispettabile. Instagram: @hilde.cinnamon





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