Al tribunale di Bologna un automobilista è stato assolto dall’accusa di aver causato un incidente stradale a causa della guida in stato di alterazione psicofisica dopo che il giudice ha riscontrato che l’imputato non era alterato al momento del fatto, nonostante fosse risultato positivo alla cannabis nelle analisi del sangue.

Una sentenza che non dovrebbe rappresentare una notizia ma il minimo riconoscimento dei diritti di un cittadino dinnanzi alla legge, ma in Italia non è così. In uno stato dove si sanzionano cittadini attraverso sistemi di controllo che riscontrano falsi positivi anche a distanza di settimane dall’ultima assunzione è una notizia.

“La positività delle analisi alle sostanze stupefacenti, nel caso specifico Thc, fornisce piena prova di un uso pregresso di sostanze, e non anche del mantenimento del loro effetto al momento della guida, alla luce del dato scientifico secondo cui, diverse ore dopo l’assunzione le sostanze si trasformano in metaboliti inattivi“. Con questa semplice riflessione basata su assolute evidenze scientifiche – che presto si spera possano diventare senso comune tra i magistrati – il giudice del Foro di Bologna Stefano Levoni, ha assolto un venticinquenne reo di aver provocato un piccolo incidente stradale.

L’incidente risale al 26 agosto del 2018, quando il 25enne, alla guida del suo scooter, si scontrò con un auto in sosta. Come rivelato anche dalla Polizia Municipale l’asfalto era bagnato e non privo di buche nel tratto dove il giovane perse il controllo del motorino. Tuttavia il risultato positivo ai metaboliti del THC negli esami del sangue che gli vennero effettuati al pronto soccorso, dove era stato trasportato per essere medicato, ne causò l’incriminazione.

La consulenza tecnica affidata dalla difesa ad un medico legale, ha evidenziato però che né il 118 né i medici avevano riscontrato sintomi di alterazione nel 25enne, e che i valori di Thc riscontrati erano compatibili con l’uso di un fumatore abituale, come ammesso anche dal giovane, che aveva anche sottolineato di non aver fumato quella sera.

Il giudice, accogliendo le tesi della difesa e le evidenze della consulenza tecnica, non ha ritenuto sussistente la condizione di alterazione al momento dell’incidente e ha assolto l’imputato. Una sentenza doverosa, verrebbe da pensare, ma in un paese come l’Italia – purtroppo – questa è ancora una notizia.

 





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