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Portogallo e Lussemburgo rimandano (per ora) la discussione sulla legalizzazione

Portogallo e Lussemburgo rimandano (per ora) la discussione sulla legalizzazione
Portogallo e Lussemburgo si erano candidati per diventare il primo paese europeo a legalizzare il mercato della cannabis ricreativa ma, mentre la Svizzera – nel cuore dell’Europa pur senza far parte dell’Unione europea – ha annunciato che il progetto di legalizzazione sperimentale sarà attivo nel 2022, i due paesi hanno per ora rimandato questa importante riforma.

Il percorso della legge in Portogallo e Lussemburgo

Era la fine del 2018 quando il Lussemburgo annunciò la volontà di diventare il primo paese del vecchio continente a legalizzare la cannabis tramite una conferenza stampa organizzata dalla coalizione che governava il Paese. Nel 2019 l’ex ministro dell’economia Etienne Schneider e l’ex ministro della Giustizia Felix Braz si recarono in Canada per studiare come il paese avesse implementato la riforma per fare la propria proposta. Ed effettivamente la proposta lussemburghese per la legalizzazione è arrivata a inizio 2020, con la pubblicazione della bozza del disegno di legge.

Lo stop in Lussemburgo

Nel gennaio del 2021 è arrivato il primo stop, con a ministra della Salute, Paulette Lenert, che ha dichiarato che per la legalizzazione il governo non intende avere fretta, pur confermando che si tratta di un obiettivo reale. E a settembre il ministro della giustizia Sam Tanson ha rifiutato di confermare che il Lussemburgo legalizzerà la cannabis per uso ricreativo. In un’intervista radiofonica, Tanson ha indicato che la legge dovrà prendere in considerazione tutte queste questioni: consumo, possesso e vendita di cannabis, ma anche sicurezza dei residenti e prevenzione della dipendenza. Facendo quindi capire che la legalizzazione della cannabis resta un obiettivo, anche se non ci sono più date certe.

I rallentamenti sulla discussione in Portogallo

Dall’altro lato troviamo il Portogallo, Paese in cui il consumo di tutti gli stupefacenti è stato depenalizzato da anni e dove il mercato della cannabis medica si sta implementando molto velocemente. Questa estate due differenti proposte di legalizzazione della cannabis sono state presentate in Parlamento. Entrambe le leggi hanno lo scopo di legalizzare la coltivazione, la distribuzione, l’acquisto, il possesso e il consumo di cannabis e derivati per l’uso ricreativo. Anche l’autoproduzione per uso personale sarebbe consentita se uno dei due progetti di legge fosse approvato, con un massimo di cinque o sei piante consentite (il Blocco di Sinistra propone cinque piante, Iniziativa Liberale ne propone sei).

L’Europa attende le mosse della Germania

Ma di recente i lavori parlamentari hanno subito diversi rallentamenti e la discussione sulla legge per la legalizzazione che sarebbe dovuta entrare in vigore alla fine di quest’anno o all’inizio del prossimo, è in stallo. Secondo diversi osservatori internazionali la tempistica di entrambe le decisioni può essere correlata con il complesso risultato delle elezioni tedesche: gli altri paesi dell’UE sul punto di una vera riforma stanno ora prendendo tempo per vedere cosa farà la Germania. Il paese infatti oggi ha il mercato della cannabis medica più grande d’Europa e prima delle elezioni nel dibattito elettorale era entrato anche il tema della legalizzazione, con i Verdi che hanno presentato un progetto di legge completo per affrontare la questione. Il loro “Cannabis Control Bill” si basa principalmente sulla distribuzione controllata di cannabis agli adulti in punti di vendita designati.

Non resta da vedere le prossime mosse: Portogallo e Lussemburgo rallentano, la Svizzera, come detto, nel 2022 lancia la sua legalizzazione sperimentale. Quale sarà il primo paese europeo ad avere il coraggio di seguire questa strada?





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