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Più orto, meno stress

Più orto, meno stress

La produzione di frutta e verdura nelle grandi città potrebbe crescere molto, aiutando così i cittadini a dipendere di meno dai grandi circuiti produttivi internazionali avvicinandoli a stili di vita più sani e sostenibili. 

Secondo le stime dell’Institute for Sustainable Food dell’Università di Sheffield, in Regno Unito se si dedicasse a orticoltura il 10% degli spazi disponibili, si potrebbe facilmente arrivare a coprire il fabbisogno giornaliero di frutta e verdura del 15% della popolazione urbana. I numeri sono relativi alla stessa città, ma forniscono un’indicazione che con le dovute proporzioni potrebbe risultare valida anche per altri contesti urbani.

Gli ultimi dati disponibili sugli orti urbani in Italia risalgono al 2015: secondo un’analisi di Coldiretti nelle città capoluogo italiane si contavano in quell’anno 3,3 milioni di metri quadri di terreno di proprietà comunale divisi in piccoli appezzamenti e adibiti alla coltivazione ad uso domestico, all’impianto di orti e al giardinaggio ricreativo. A questi andavano aggiunti altri spazi occupati forzatamente da gruppi spontanei con le tecniche di guerrilla gardening e un sempre più diffuso uso diverso di giardini e balconi delle abitazioni private adibiti a orti per la produzione alimentare “fai da te”.

Per orti urbani si intendono degli appezzamenti di terreno, di dimensioni medio-piccole, collocati in città e assegnati non a coltivatori di professione o ad aziende, ma a comuni cittadini. L’idea alla base è offrire la possibilità di produrre in proprio gli ortaggi, di norma non destinati alla vendita, creando occasione di socialità, di salute e di risparmio. Spesso si tratta di coltivazioni biologiche o almeno a basso impatto ambientale. Ogni amministrazione comunale applica parametri e sistemi diversi per la concessione degli orti pubblici.

Affinché questa realtà possa avere un impatto reale nel provvedere a una parte sempre più significativa del fabbisogno cittadino di ortofrutta – si calcola che con uno spazio compreso tra 10 e 20 metri quadrati si può produrre abbastanza verdura per una persona per un anno -, è necessario progettare gli orti urbani utilizzando conoscenze agrarie, informatiche, ingegneristiche e architettoniche: si tratta infatti di pensare a un funzionamento sostenibile ed efficiente di questi sistemi, che per esempio dovrebbero sfruttare energia rinnovabile ed essere irrigati con acqua piovana, oltre ad essere connessi tra di loro per creare una rete di produzione.

Favorendo lo sviluppo di modelli economici alternativi e creando anche nuovi posti di lavoro, sono in molti a pensare che gli orti urbani, oltre a intensificare la loro presenza, dovrebbero diventare quanto prima una componente irrinunciabile nella progettazione di nuovi quartieri e centri abitati.

a cura di Mena Toscano

TG DV


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