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I piercing in Europa, sono divenuti negli ultimi anni la forma d’arte di modifica del proprio corpo più apprezzata e ricercata. Le origini sono però antichissime; un esempio sono le tribù africane, che utilizzano corna e ossa per adornarsi orecchie, naso o capezzoli. Tracce di ornamenti alle orecchie si trovano anche su un’antica maschera di bronzo celtica (di 2600 anni fa). I piercing (dall’inglese “to pierce” = perforare) in Europa sono diventati di costume circa 20 anni fa. Oggi si praticano principalmente con aghi sterili monouso, ma in Inghilterra è diffusa la vecchia “tecnica Blade”.

Le posizioni più comuni per i piercing sono le orecchie, il naso, le sopracciglia, l’ombelico, i capezzoli e la lingua; prendono comunque sempre più piede i piercing nella zona intima. Occorre dire, che anche un piercing praticato perfettamente può comportare dei rischi, che possono però essere minimizzati con una corretta cura e le giuste informazioni. Un piercing crea una ferita aperta, che può essere attaccata da batteri, virus e funghi, che possono portare anche pericolose infezioni. I professionisti usano utilizzare per la perforazione, pregiato titanio o PTFE (politetrafluoroetilene: Teflon); quest’ultimo è un materiale flessibile, adatto per perforazioni orali, per prevenire danni ai denti o alle gengive.

Ogni piercing ha bisogno di un diverso periodo di tempo di guarigione, e di una diversa cura adeguata; queste informazioni vi devono essere rilasciate dallo Studio e devono essere seguite alla lettera, onde evitare infezioni e per assicurarsi che il foro del piercing guarisca nel più breve tempo possibile.

Anche se i piercing oggi sono piuttosto comuni, in alcuni ambienti lavorativi quali l’alimentare o il settore bancario, dove ornamenti troppo visibili non vengono ancora accettati e addirittura vietati. Occorre quindi trovare un compromesso con le proprie intenzioni, riflettendo bene sulla scelta da operare, anche perchè un piercing non è fatto per essere rimosso per ore per poi essere rimesso. E si deve ricordare che anche quando il piercing viene rimosso, il foro si richiude lasciando una piccola cicatrice; il più delle volte è piccolissima, ma la cosa andrebbe considerata, sopratutto se si vuole praticare nella zona del viso.

Ultimamente si diffondono anche i cosiddetti “Surface-Piercings” (piercing di superficie): questi piercings, che non attraversano porzioni di pelle o similli, ma sono infilati sotto la pelle, fino alle palline esterne, le sole visibili. Per questo tipo di piercing è necessario controllare che lo Studio fornisca il tipo di materiale adeguato, anche per assicurare la pronta guarigione (di solito stimata in ca. 6 mesi): questi oggetti ornamentali hanno una forma ad “U”; la perforazione segue la stessa forma, in modo da far adattare l’oggetto perfettamente.

Un’altra variante insolita è rappresentata dai cosiddetti “Play-Piercings”; si tratta di ornamenti temporanei, usati prevalentemente per servizi fotografici o per una serata dato che solitamente non durano più di un giorno. Un seempio è la realizzazione di un finto “corsetto“ intrecciando un nastro di pelle ad una serie di applicazioni temporanee in parallelo.

Nella scelta del piercing adatto dovrebbero essere osservate alcune regole igieniche: l’oggetto ornamentale così come le pinze e le forbici devono essere impacchettate in confezioni singole sterilizzate, aperte solo al momento dell’uso, e in sequenza d’utilizzo. L’operatore deve indossare i guanti in lattice, sia durante la preparazione degli strumenti che durante l’operazione. La zona dove verrà applicato il piercing dovrà essere disinfettata, fissata con una pinza apposita e perforata. L’ago cavo rilascerà il tubicino in plastica che servirà da guida per l’oggetto ornamentale, che verrà poi fissato. In ogni caso dovreste farvi consegnare in forma scritta, tutte le istruzioni dettagliate per la cura. Normalmente si accorda anche un successivo incontro con lo Studio per un controllo, per verificare lo stato della guarigione dopo un paio di settimane; eventuali infezioni o errori nella cura possono essere risolti prontamente, evitando danni maggiori.

Così come da un tatuatore, nemmeno in uno Studio per piercing dovrebbero esserci animali; in generale l’ambiente dovrebbe avere un’atmosfera accogliente, e la zona operatoria dovrebbe essere a norma, con pavimenti e pareti lavabili e disinfettabili; se chiedendo all’operatore di quali materiali siano fatti gli strumenti, questi non sono di 1. Titanio 2. PTFE, forse è meglio che cerchiate altrove, in quanto solo con questi materiali si può lavorare in sicurezza per prevenire infezioni o allergie.

a cura di Tina Mörsdorf titolare del Farbenwelt Tattoo (Germania)
www.Farbenwelt-Tattoo.de





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