Entro la fine dell’anno lo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze produrrà e registrerà all’Aifa l’estratto oleoso titolato della cannabis per usi terapeutici. Per rispondere al sempre crescente fabbisogno, inoltre, l’istituto chimico farmaceutico sta sviluppando delle partnership con aziende private mentre continueremo a importare cannabis dall’estero.

Sono le dichiarazioni del sottosegretario al ministero della Difesa, Angelo Tofalo, che ha risposto a un’interrogazione del deputato Filippo Gallinella del Movimento 5 Stelle.

Il fabbisogno per i pazienti italiani è stato stimato in circa 1600 kg di cannabis l’anno, ma è in rapida crescita, visto che le previsioni per il 2022 e 2025 parlano di un fabbisogno di 3 e 4 tonnellate. Oggi la domanda viene soddisfatta in minima parte dalle coltivazioni dello Stabilimento chimico farmaceutico militare che ne ha prodotti 150 kg nel 2018 con la previsione di arrivare a 250 kg nel 2019, mentre la maggior parte viene importata da Olanda e Canada (circa 750 kg previsti per il 2019).

Mentre per i pazienti italiani torna lo spettro della carenza di cannabis, «ritenendo di dover agire per tempo – spiega il sottosegretario – è iniziato il percorso di collaborazione con le aziende private in possesso dei requisiti per incrementare la coltivazione e la produzione farmaceutica».

Gli eventuali accordi che deriveranno con i privati per salvaguardare il know-how dell’istituto dovranno contenere delle clausole di riservatezza, «tese a evitare – specifica Tofalo – l’acquisizione e il possibile sfruttamento da parte del privato delle conoscenze e dei prodotti sviluppati». Così facendo già nel breve e medio periodo il governo conta di mettere in condizione l’istituto fiorentino di colmare l’intero fabbisogno italiano, facendolo «diventare a sua volta esportatore di cannabis medica, generando anche nuovi posti di lavoro nel nostro Paese». Entro la fine dell’anno dovrebbe, poi, arrivare la registrazione all’agenzia del farmaco dell’estratto oleoso titolato, che verrà distribuito nelle farmacie.

Intanto in Germania, dove la cannabis medica è stata autorizzata molto più tardi rispetto al nostro paese ma le istituzioni si stanno muovendo con rapidità ed efficienza, il governo ha appena accettato le offerte per i contratti di fornitura da 79 potenziali coltivatori. L’autorità per la regolamentazione delle droghe del Paese, BfArM, ha dichiarato di puntare a selezionare i coltivatori tra aprile e giugno, per un volume totale di approvvigionamento di cannabis di 10.400 kg in quattro anni e il primo raccolto previsto per il 2020.

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