Ha aderito alla campagna #iocoltivo sottolineando, in modo chiaro, come la legalizzazione sia una battaglia di civiltà. Parliamo di Carmen Di Lauro, giovane parlamentare campana del M5S, che nei giorni scorsi ha appunto raccontato la sua adesione alla campagna, così come fatto precedentemente da altri 20 parlamentari, 20 associazioni e più di 2mila cittadini.

Una campagna che noi, come Dolce Vita, abbiamo contribuito a creare insieme a Meglio Legale, ai Radicali e all’Assocaizione Luca Coscioni, proprio con la speranza di dar vita ad un dibattito serio sul merito della proposta e della portata, economica e sociale, che la legalizzazione potrebbe avere nel nostro paese.

Ci eravamo stupiti del fatto che, nonostante l’adesione massiccia della società civile e di politici, le istituzioni rimanessero in silenzio come se nulla stesse accadendo. Ma le prime reazioni iniziano ad arrivare. Non con un dialogo nel merito, come ci eravamo aspettati, ma come un attacco scomposto arrivato dal gruppo campano del partito Fratelli d’Italia, che, nel tentativo di screditare la posizione della Di Lauro, in realtà non fa altro che confermare la bontà dell’iniziativa.

“Non posso non ringraziare il locale coordinamento di Fratelli d’Italia che, nel commentare questa iniziativa, afferma che ‘le coltivazioni di marijuana hanno dato ricchezza alla Camorra’ soprattutto nell’area dei Monti Lattari, in Campania.
E’ proprio così ed hanno ragione”, sottolinea la parlamentare su Facebook dopo un articolo della stampa locale in cui il coordinamento stabiese del partito ne chiedeva le dimissioni immediate.

“Questa convergenza di vedute”, continua ironicamente la Di Lauro, “non può che farmi piacere. Quella della legalizzazione non è solo una battaglia di civiltà ma anche una battaglia di legalità. Un tema che interroga un Paese intero a cui lavorano diversi gruppi politici. Il coordinamento stabiese di Fratelli d’Italia però è un po’ confuso sul tema o semplicemente sceglie di arroccarsi ideologicamente su argomentazioni superficiali e sommarie. Chiedo quindi agli esponenti del partito della Meloni di prendere nota così da evitare altre figuracce”.

E qui passa ad elencare i vari punti per i quali è favorevole alla legalizzazione. Dalle dichiarazioni della Direzione Nazionale Antimafia, secondo la quale legalizzare la cannabis significherebbe colpire proprio le organizzazioni criminali che con quel business ingrossano le loro tasche, passando per uno studio che mostra come i ricavi delle organizzazioni criminali dell’UE dal mercato della droga ammontino a circa 27,7 miliardi di euro, dei quali 6,7 sono riferibili alla cannabis, un altro studio che mostra la pessima qualità delle sostanze del mercato nero, e in ultimo ricorda le doti fondamentali della cannabis in medicina e dell’aiuto che può dare per le patologie più disparate.

“Non accetto lezioni da coloro che hanno portato alla ribalta nazionale la mia città parlando di ‘fascino del nazismo’ o che la nazionale francese fosse composta da africani o addirittura dicendo che ‘l’ANPI è una montagna di m…’”, conclude la parlamentare permettendosi di dare un consiglio, quello di “meditare su questi dati, calmarsi e visto che lo hanno tirato in ballo, suggerisco anche una bella lezione di yoga che può solo aiutare”.





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