In Oregon è stato dato il via alla campagna che mira a depenalizzare l’uso personale di tutti gli stupefacenti. E’ il segno sempre più netto di come nel paese si stia tentando un nuovo approccio alla questione, superando di fatto i 50 anni di guerra alla droga che hanno dilaniato gli USA e cercando un approccio più umano, razionale e attento ai bisogni dei cittadini.

Dopo la legalizzazione della cannabis gli attivisti del paese hanno lanciato nel 2018 la campagna per la legalizzazione della psilocibina (i cosiddetti funghi allucinogeni) per uso medico. Sono state raccolte più di 100mila firme a fronte delle 112mila previste e se tutto andrà a buon fine i cittadini potranno esprimersi su questo tema durante le elezioni politiche previste per novembre 2020. Secondo alcuni studi scientifici la psicolicibina sarebbe infatti efficace per trattare diverse patologie mentali.

Ma non è tutto, perché l’ultima novità è rappresentata dal fatto che di recente è stata lanciata un’altra campagna, che potrebbe avere un risvolto epocale. I sostenitori della riforma hanno infatti annunciato il lancio ufficiale di un’altra campagna elettorale “progettata per stabilire un approccio più umano ed efficace alle droghe”. Se approvata, l’iniziativa finanzierebbe l’espansione dell’accesso al trattamento farmacologico per le dipendenze e, primo caso negli USA, depenalizzerebbe il possesso di piccole quantità di tutti gli stupefacenti in tutto lo Stato.

Il provvedimento “Drug Treatment and Recovery Act”, rappresenta uno sforzo per trasformare l’uso di sostanze in un problema di salute pubblica piuttosto che in una questione di giustizia penale. Secondo la proposta si utilizzerebbero i soldi dalle entrate fiscali  della cannabis per creare centri di recupero dalle dipendenze in tutto lo stato. Si espanderebbero i servizi che si concentrano sul recupero, fornirebbe supporto abitativo alle persone con disturbi da uso di sostanze e sottolineerebbe un approccio di riduzione del danno per prevenzione dell’overdose e all’educazione sulle sostanze.

Un video della campagna appena uscito spiega l’argomento della riforma attraverso la storia di Janie Gullickson, direttrice esecutiva della Mental Health and Addiction Association of Oregon e una delle principali firmatarie della misura proposta. “Invece dell’accesso alle cure, quello che abbiamo oggi è in realtà la criminalizzazione della dipendenza. Questo rovina delle vite”, ha detto Gullickson. “La dipendenza mi è costata i miei figli, la mia educazione e la mia libertà”.

Ma è in tutti gli Stati Uniti che si sta muovendo qualcosa. L’anno scorso Denver è diventata la prima città a depenalizzare la psilocibina, dando vita a un movimento a livello nazionale e gli attivisti in più di 100 città in tutti gli Stati Uniti, compresa Washington D.C., stanno portando avanti la riforma della psichedelia.

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