Legalizzare l’autocoltivazione e il possesso di cannabis per i malati in possesso di regolare prescrizione medica: questo il tema che verrà dibattuto oggi al Senato, in occasione della discussione sulla modifica al testo unico sugli stupefacenti proposta dal Movimento 5 Stelle.

Una misura necessaria, non solo per stabilire un principio minimo relativo alla libertà di cura, ma anche per far fronte ad un problema oggettivo che colpisce i malati in Italia, ovvero la difficoltà a reperire regolarmente nelle farmacie la cannabis terapeutica prodotta dallo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze.

Una situazione che nelle ultime settimane ha provocato anche la protesta formale di alcune regioni, con il presidente della Puglia Michele Emiliano che ha dato una sorta di ultimatum al governo, annunciando che se il problema non sarà risolto velocemente avvierà la produzione di cannabis a scopi terapeutici all’interno della propria regione.

La proposta del M5S, che ha come primo firmatario il senatore Lello Campolillo, è composta da un solo articolo che propone: «Non è punibile chiunque coltivi cannabis per uso terapeutico, in relazione alle patologie previste dal decreto del ministro della Salute 9 novembre 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 279 del 30 novembre 2015, da cui sia affetto personalmente ovvero da cui sia affetto il coniuge, ovvero figli o persone conviventi, accertate con documentazione medica specialistica, nei limiti di quattro piante femmine, nonché, ai medesimi fini, detenga i prodotti ottenuti dalla citata sostanza».





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