nenuphar

Famiglia: Nymphaeaceae;, gruppo Apocarpiae.
Forme e sottospecie: nessuna.
Sinonimi: Nymphaea coerulea.
Nomi comuni: Blaue lotusblume, blauer lotus, blauer seerose, blue lotus flower, himmelblaue seerose, λωτοσ (greco antico), lotus (latino); ssn (egiziano); utpala (sanscrito).

Storia: ai tempi dell’antico Egitto il loto, sia bianco che blu, era la più importante pianta rituale, e anche la più sacra, coltivata in tutti i bacini d’acqua sia naturali che artificiali. Cresceva inoltre spontanea negli stagni e nelle pianure del Nilo (Hugonot 1992). Erano diversi i motivi per cui veniva apprezzata, la sua bellezza, il suo profumo, simile a quello del giacinto, il suo simbolismo e probabilmente anche per i suoi effetti inebrianti. I boccioli e i fiori venivano utilizzati come ornamento per il capo o in ghirlande, non solo dai vivi ma anche per i morti. La più importante testimonianza di questa usanza è la tomba di Ramses II (1290-1223 A.C.) le cui composizioni erano quasi completamente di loto. Il loto blu in particolare è stato menzionato per la prima volta in “Egyptian Book of Dead” (Hornung 1993). Sembra che gli antichi Egizi ne mangiassero il rizoma.

Distribuzione: oggi il loto blu si trova per lo più nel delta del Nilo, mentre è quasi scomparso lungo le sue sponde, e meno frequentemente in Palestina (Zander 1994). E’ una specie in serio pericolo di estinzione.

Coltivazione: la pianta può essere propagata ponendo pezzi di rizoma in un bacino d’acqua.

Aspetto: presenta fiori blu (talvolta possono presentare una leggera tinta viola) e foglie rotonde portati su lunghi steli che si approfondiscono da 20 a 30 cm al di sotto della superficie dell’acqua ancorandosi al rizoma. Viene facilmente confuso con la specie Nymphaea nouchali Burman f.

Materiale psicoattivo: boccioli e fiori.

Preparazione e dosaggio: sei boccioli o fiori, che si siano aperti e richiusi, vengono fatti bollire prima di venir strizzati in un panno di lino permettendo in questo modo la fuoriuscita di un succo verde marrone.

Usi rituali: il suo utilizzo (come prima riportato) nella decorazione delle tombe è dovuto al suo significato simbolico di illuminazione e consapevolezza che in questo modo venivano attribuite al deceduto. Nella storia della battaglia tra Horus e Seth, quest’ultimo, colse il nemico in un momento di riposo ai piedi di un albero, gli strappò gli occhi e li seppellì nella sabbia da cui nacquero dei fiori di loto. Per questo motivo vengono considerati simboli del divino, dell’occhio che tutto vede. William Emboden (1978) ipotizzò la sua assunzione all’interno della casta sacerdotale a causa delle sue proprietà narcotiche in grado di produrre un’estasi sciamanica.
Di solito viene ritratto in associazione con la Mandragola (Mandragora officinarum) e il papavero da oppio (Papaver somniferum) suggerendo la possibilità che queste immagini possano rappresentare una vera e propria ricetta iconografica. Un drink rituale a base di queste tre piante secondo lo stesso autore sarebbe plausibile.

Manufatti: come già accennato sono state ritrovate numerose scene dipinte (in genere di carattere sciamanico, visionario o iniziatico) che ritraggono il loto e piante ad esso correlate. In forma stilizzata compariva anche come ornamento di navi e capitelli.

Usi medicinali: nell’antico Egitto veniva prescritto come rimedio della costipazione, per contrastare l’azione di alcuni veleni e per regolare le urine. I petali venivano utilizzati sia pur uso esterno che interno, in questo caso in forma di clisteri (Ratsch 1995).

Principi attivi: secondo Emboden (1978) è probabile la presenza di alcaloidi; i fiori producono un olio essenziale che si pensa abbia effetti afrodisiaci.

Effetti: da tre a sei boccioli, bevuti come tè, si dice inducano effetti ipnotici che si manifestano all’incirca venti minuti dopo l’ingestione. I sintomi iniziali includono tremore muscolare e nausea, cui segue una sensazione di calma con alterazione nella percezione dei colori e cambiamenti nella percezione uditiva. Gli effetti si dissipano nell’arco di due ore.

Forme commerciali e regolamentazione: il Loto si può trovare in forma di petali essiccati, estratti, oli essenziali ed è legale in tutto il mondo.

a cura di Pietro Bonomo (WipeOut Staff)
Info: www.wipe-out.it e www.erowid.org

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