Nutshell letteralmente tradotto con “guscio di noce” è anche il titolo della famosa canzone degli Alice in Chains: un nome dal doppio significato che rappresenta i due viaggiatori e amanti della vita Anna e Matteo. Le noci con la loro solida corazza ed il frutto all’interno che colma tutto il suo spazio sono la metafora perfetta che rappresenta questa giovane coppia, con il corpo che fa da corazza al loro essere nutrito dalle ricche esperienze che vivono ogni giorno intorno al mondo. La coppia torinese da circa 5 mesi ha cominciato il giro del mondo senza aerei, viaggiando low cost ma anche vivendo low cost tramite la sharing economy, utilizzando piattaforme come Couchsurfing e Workaway. Dopo aver girato l’Europa e l’Asia centrale adesso si trovano in Birmania, nel cuore del loro giro del mondo, e ci hanno raccontato le loro avventure e i loro sogni.

Qual è stata la molla che vi ha spinto a cambiare vita e girare il mondo?
Il nostro è stato un cambiamento lento e graduale. Siamo sempre stati amanti dei viaggi. Cinque anni fa quando ci conoscemmo, iniziammo a coltivare questa passione in comune. Ogni volta che ne avevamo l’opportunità, scappavamo anche se per pochi giorni a scoprire qualcosa di nuovo. Nel 2014 poi, finita un’esperienza lavorativa, ci imbattemmo nella nostra prima e vera grande avventura: un paio di mesi alla scoperta dell’India. Quel viaggio fu senz’altro illuminante, e oltre a far accendere la scintilla in noi, diede la giusta spinta ai nostri sogni. Tornati dall’India capimmo subito che volevamo continuare a scoprire il mondo e vivere la vita, quella vita che vivi quotidianamente in modo ordinario, rivoluzionandola. Così nel 2015 partimmo per un’esperienza lavorativa alla volta dell’Australia. Quella fu l’esperienza che incrementò ancora di più quella fiamma dentro di noi. Capimmo che viaggiare e lavorare era ed è possibile, dandoti l’opportunità di mantenerti finanziariamente e allo stesso tempo farti crescere emozionalmente. Prima di far ritorno a casa allungammo la nostra avventura verso il Sud-est asiatico dove ci imbattemmo in moltissimi viaggiatori, di tutte le età, che conducevano una vita seguendo i nostri ideali.
Tornati a casa, ci fu subito una rivoluzione interiore: tutto era come lo avevamo lasciato ma noi no. Noi eravamo cambiati. Spinti da una forte nostalgia spendemmo un anno tra casa e lavoro in modo tale da poterci mettere da parte più soldi possibili per finanziare il nostro sogno ovvero il giro del mondo via terra a caccia di storie da raccontare.

Cosa facevate prima di abbandonare la vita “normale”?
Abbiamo condotto sempre lavori saltuari. Non abbiamo mai avuto nessun tipo di lavoro a tempo indeterminato. Tanti lavoretti che ci hanno permesso di vivere e sostenere la nostra vita. Matteo si è sempre dedicato alla fotografia iniziando a lavorare per uno studio fotografico di Torino, proseguendo come freelancer, svolgendo nel frattempo lavori di ogni genere come centralinista, aiuto cuoco o barista.
Io, a seconda delle esigenze, lavoravo come cameriera/barista o come operatrice presso un asilo nel periodo estivo, ritagliandomi dei momenti per coltivare la mia passione creativa per la scrittura.

Tornereste indietro?
No, non torneremmo indietro. Finalmente abbiamo l’opportunità di mettere in pratica tutto ciò che abbiamo sempre desiderato e non c’è cosa più bella. Siamo qui per una ragione, come ognuno di noi. Tutto quello che stiamo vivendo è fatto con coscienza e soprattutto con libera scelta. Crediamo fortemente nei sogni e siamo più che convinti che con una buona dose di fiducia e determinazione tutto può prendere forma. Le paure sono gli ostacoli iniziali, quelli più ardui da superare ma una volta vinti tutto sarà in discesa. Non diciamo che le paure non si ripresenteranno mai durante il percorso che stai affrontando ma esse ti faranno capire se sei davvero motivato ad andare avanti o se devi fermarti e farle predominare su di te.

Come vi finanziate questi viaggi?
Per finanziare questi viaggi abbiamo svolto appunto, come detto prima, molteplici lavori. In Australia siamo riusciti a metterci un po’ di soldi da parte lavorando nelle Farm e nell’ultimo anno passato in Italia abbiamo svolto anche tre lavori insieme. Matteo di giorno lavorava come centralinista in un Call Center assicurativo, alcune sere in settimana teneva dei corsi di fotografia e nel weekend lavorava come barista o si ritrovava impegnato come fotografo per matrimoni. Io lavoravo dal lunedì al venerdì come cameriera/barista per un bar di Torino e nel weekend contribuivo a lavorare insieme a Matteo anche lì come barista o aiuto-fotografo.
Nel frattempo cercavamo di risparmiare il più possibile, eliminando tutte le spese superflue. Riuscendo a metterci da parte un gruzzoletto per finanziarci la prima parte del viaggio, ovvero il primo anno che prevede l’attraversamento di una parte di Asia dall’Italia all’Australia via terra. Lungo questa tratta, dato che viaggiamo con un budget limitato di 15 euro giornalieri a testa per tutto compresi visti, cibo, spostamenti, dormire ed extra, usufruiamo della Sharing Economy dove possiamo ammortizzare le spese ricevendo un posto dove dormire gratuitamente grazie a Couchsurfing oppure ricevendo vitto e alloggio lavorando come volontari grazie a WorkAway. La seconda parte del giro del mondo verrà supportata grazie ai lavori che svolgeremo tornando per il secondo anno in Australia con il Working Holiday Visa.

Sono passati circa 5 mesi dalla vostra partenza… Come procede il vostro giro del mondo?
Questi 5 mesi sono volati e li abbiamo vissuti intensamente passando per esperienze indescrivibili. Ci siamo ritrovati a dormire in una tenda in Mongolia insieme alla tribù degli ultimi uomini renna a – 20 gradi, oppure abbiamo fatto autostop nel bel mezzo del nulla nel Nord del Vietnam con solo gli abitanti dei villaggi locali. Abbiamo dormito e condiviso il cibo con tantissime persone immergendoci nelle differenti culture tra stupore e riconoscenza generale. Ci siamo ritrovati ad avere paura molte volte, paure causate da insicurezze e blocchi mentali riuscendole però a superare, aggiungendo un granello di forza in più nel nostro carattere e vivendo il presente come non ci era mai successo prima. Il viaggio, quindi, procede a gonfie vele, gli ostacoli si presentano ogni tanto ma la nostra motivazione e la nostra curiosità sono più forti.

Qual è la prossima tappa?
Attualmente ci troviamo a rispondervi dalla Birmania, luogo meraviglioso e incontaminato, dalla spiritualità molto forte e avvolgente.
La prossima tappa sarà un breve ritorno in Tailandia dove svolgeremo un lavoro riguardante la Muay Thai, procedendo verso il sud attraversando posti come la Malesia, Indonesia e Papua Nuova Guinea. Questa è solo un’idea generale del nostro percorso, siamo consapevoli del fatto che i piani tendono sempre a cambiare, un po’ come noi.

Qual è la cosa più bella che avete riscontrato nel girare il mondo?
Pensiamo che non ci sia solo una cosa bella riscontrata in questo viaggio. Ce ne sono moltissime ma sicuramente quello che ci colpisce ogni volta di più e di cui siamo follemente innamorati sono le persone. In un mondo continuamente soggetto a negatività e terrore stiamo riscontrando sulla nostra pelle quanto l’animo umano, anche a seconda delle differenti culture, possa trasmettere tanto con piccoli gesti di enorme gentilezza.

Finora qual è il viaggio o il posto che vi ha lasciato il ricordo più bello?
È difficile decidere un ricordo più bello rispetto ad un altro ma sicuramente il Vietnam del nord con la sua natura incontaminata e le persone ancora non abituate al turismo di massa ci hanno fatto vivere delle esperienze indimenticabili come ad esempio esser stati ospiti di un padre di famiglia che soltanto vedendoci passeggiare per la strada, ci invitò a passare la giornata insieme a lui e alle sue figlie preparandoci amorevolmente un ottimo pranzo. Oppure anche la Cambogia, con il suo passato storico recente e traumatico, si è rivelato un posto dove l’animo umano sa donare tanto pur avendo così poco. Tutto questo è stato appreso grazie a due esperienze sostenute con due ONG di Phnom Penh.

E quello più brutto?
Nei paesi che abbiamo visitato non possiamo dire di avere dei brutti ricordi. Più che altro si sono rivelati incidenti di percorso che sul momento ci hanno un po’ destabilizzati ma, col senno di poi, ripensandoci non è stato niente di grave. Come ad esempio in Mongolia, quando stavamo passeggiando per la via centrale di Ulan Batoor, abbiamo sventato un tentativo di furto ai danni dello zaino di Matteo oppure mentre stavamo raggiungendo l’estremo nord su un pick up 4×4 in piena bufera di neve, un “compagno di viaggio” in preda ai deliri dell’alcool ci infastidì fisicamente e verbalmente fino a che gli altri, fortunatamente, lo indussero a bere ancora più vodka così da farlo addormentare per il resto del viaggio.

Che consigli date a chi vorrebbe intraprendere lo stesso percorso?
Sicuramente non ci sentiamo di dare il consiglio di mollare tutto dal giorno alla notte ma quello che possiamo consigliare è di seguire i vostri sogni e di capire cosa vi rende davvero felici. Se davvero volete intraprendere un’esperienza come questa e vi sentite davvero motivati (questo vale per tutto) allora fatelo. Il salto nel vuoto fa sempre un po’ paura ma una volta che lo avrete fatto, e vi guarderete alle spalle, non potrete che sentirvi sodisfatti per quello che state facendo. Se è l’aspetto economico quello che vi spaventa di più, come lo era per noi, sicuramente con un po’ di inventiva e creatività riuscirete a trovare il modo per finanziarvi i viaggi, magari ricorrendo alla Sharing Economy.

Prossima avventura?
Per adesso ci focalizziamo su questa avventura, tanto agognata e finalmente concretizzata. Racchiudendo tante piccole esperienze ed essendo un viaggio a lungo termine non possiamo programmare qualcosa di nuovo. Uno dei nostri tanti sogni è quello di poter lavorare seguendo le nostre passioni ovvero la fotografia, la scrittura e il viaggiare. In un futuro, intesa come grande avventura, ci piacerebbe concretizzare, da qualsiasi parte del globo, tramite i nostri vissuti e le fotografie, possibilità di vita differenti dove spiegare e raccontare che è possibile tutto ciò e che le manifestazioni di diversità e libertà dovrebbero essere accolte.

Lasciate un messaggio ai lettori…
Guardate all’interno di voi stessi, cercate un qualcosa che vi piaccia e che vi motivi, curate questa passione e seguitela con tutto il vostro cuore. Per far qualcosa che non vi piace tanto vale seguire una passione. Non date troppo peso ai giudizi, tanto per una cosa o per l’altra verrete sempre giudicati e cercate di essere liberi nelle vostre azioni perché la libertà è essere ciò che si è e non ciò che si vuole.

Su www.nuthshelltravel.org è possibile seguire le loro avventure passo dopo passo.





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