Il dab è un concentrato, un estratto di cannabis, adatto a chi cerca un effetto potente e immediato. In America e nei paesi in cui la cannabis è legale sono ormai molto diffusi, anche se negli Stati Uniti non è stato effettuato nessuno studio scientifico su questi preparati a causa del divieto federale.

Ma i colleghi europei hanno di recente colmato questa lacuna e i ricercatori dell’Istituto di Medicina Forense dell’Università di Berna hanno scoperto che il dab funziona meglio per ottenere la massima percentuale di THC e CBD rispetto ai joint. Infatti, lo studio pubblicato su Forensic Science International racconta che nelle canne si spreca il 300% in più di THC rispetto al dab. Lo studio mirava a “investigare la decarbossilazione degli acidi precursori di THC e CBD (THC-A e CBD-A) nel dab e nei joint” e “determinando il recupero di THC nel condensato”.

Materiali e metodi usati

Il materiale vegetale e il dal ottenuto con il butano (BHO) usati in questo esperimento sono stati confiscati dalla polizia in America. Da lì, i campioni sono stati sottoposti a un laboratorio in Germania per testare il contenuto totale di cannabinoidi. E infine, i campioni sono stati inviati ai ricercatori in Svizzera.

I fiori di cannabis avevano un totale di 17% di THC mentre il BHO era più di quattro volte più potente con il 71% di THC. La Swiss Cannabis SA ha anche contribuito con della canapa con il 6% di CBD per l’esperimento.

Risultati? Dabbing risparmia tempo e THC

Nonostante il concentrato non fosse della massima qualità e i ricercatori hanno utilizzato il titanio per riscaldare il dab, quando oggi vengono preferiti inserti al quarzo, Il contenuto di cannabinoidi nei dab è stato testato per determinare la disponibilità polmonare e il tasso di decarbossilazione. La disponibilità polmonare è il recupero del THC nel condensato. Il BHO aveva una disponibilità polmonare del 75,5% mentre i fiori di cannabis erano in grado di recuperare solo il 26,7%.
I dab vengono vaporizzati, non bruciati, quindi c’è meno perdita di THC dalla combustione. Secondo gli autori dello studio: “Al contrario della combustione, le perdite pirolitiche del THC non dovrebbero verificarsi con la vaporizzazione del materiale”.

Vale la pena notare che i numeri non rappresentano il fumo che verrebbe inalato durante una normale fumata. Il fumo veniva costantemente alimentato fino a quando non rimaneva nulla. Ciò significa che il tasso di recupero per il joint è stato generoso, considerando che un dab può essere finito in un unico respiro. D’altra parte, sarebbe impossibile trasferire ogni quantitativo di fumo nei polmoni quando si fuma una canna.

Quindi i risultati riflettono la quantità massima di THC che potrebbe essere trasferita dal joint al fumo piuttosto che ad “una stima realistica della quantità di THC erogata durante il fumo umano”.

Lo studio ha anche documentato la quantità di tempo necessario per fumare un fiore e un dab fino al completamento. Ci sono voluti circa due minuti per bruciare il fiore e meno di cinque secondi per finire il dab.

Quindi vuol dire che un singolo dab è uguale a fumare diverse canne? No, i ricercatori stimano che “un dab consegna la stessa quantità di THC a quella di un comune joint”.





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