Contrariamente agli stereotipi propinati per decenni dalla propaganda proibizionista che dipingeva i consumatori abituali di cannabis come svogliati, sedentari e immotivati, un nuovo studio ha dimostrato che i consumatori frequenti di cannabis hanno in realtà maggiori probabilità di essere fisicamente attivi rispetto alle loro controparti che non la usano.

Lo studio pubblicato sull’Harm Reduction Journal, grazie ad un’analisi rappresentativa a livello nazionale del comportamento sedentario, ha mostrato che le persone che usano frequentemente marijuana, in particolare quelle dai 40 anni in su, trascorrono più tempo impegnati in attività fisica rispetto ai non consumatori.

“Dopo aver controllato tutte le covarianti, i consumatori frequenti di cannabis si sono impegnati in quantità significativamente maggiori di attività fisica rispetto ai consumatori non attuali”, afferma lo studio sottolineando che: “I risultati suggeriscono che i consumatori frequenti di cannabis si sono impegnati in più attività fisica rispetto a chi non ne fa uso, ma hanno trascorso una quantità di tempo simile in un comportamento sedentario”, sostengono i ricercatori.

Lo studio ha esaminato anche la relazione tra uso di marijuana ed età, scoprendo che le persone con più di 40 anni che consumavano cannabis, trascorrevano una media di 16 minuti in più ogni giorno impegnati in un’attività fisica moderata rispetto ai non consumatori.

Per spiegare questa tendenza, lo studio suggerisce che la cannabis “viene utilizzata per il recupero del dolore indotto dall’esercizio fisico, poiché l’attività fisica provoca dolore e indolenzimento muscolare, e una diminuzione della soglia del dolore e dell’ipersensibilità muscolare sono state documentate con l’aumentare dell’età”.

Questi risultati si aggiungono alla letteratura sulla cannabis e sul comportamento fisico, essenziali per affrontare appieno i problemi di salute pubblica.





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